Sparatoria a Bari, ferito un 21enne legato al clan Capriati: possibile collegamento con l’omicidio Scavo

20.04.2026 10:35
Sparatoria a Bari, ferito un 21enne legato al clan Capriati: possibile collegamento con l'omicidio Scavo

Una sparatoria a Bari Vecchia: ferito un 21enne legato a clan criminali

Bari, 20 aprile 2026 – Una sparatoria nel cuore di Bari Vecchia ha portato al ferimento di un 21enne gambizzato nella tarda serata di ieri da un colpo di pistola calibro 9. I quattro colpi sparati a distanza ravvicinata da una persona a piedi hanno colpito uno solo l’aggredito. Questo evento appare configurarsi come un avvertimento mafioso, collegato all’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne rampollo del clan Strisciuglio, ucciso a colpi di arma da fuoco nella discoteca Divine Club di Bisceglie nella notte tra sabato e domenica, riporta Attuale.

Il 21enne ferito sembra avere legami con il gruppo criminale Capriati, una delle quattro famiglie coinvolte nelle indagini sulla morte della 19enne Antonella Lopez, assassinata nel settembre 2024 in un conflitto a fuoco tra giovani dei clan in una discoteca di Molfetta.

Il nome di Scavo risulta anche nelle indagini sull’omicidio della Lopez e in un altro episodio di violenza avvenuto a Bari nel marzo 2024, in cui avrebbe affrontato un esponente del clan rivale dei Capriati.

La sparatoria a Bari Vecchia potrebbe segnare l’inizio di una faida mafiosa. I rampolli delle “famiglie più blasonate” del Barese, tra cui i Capriati e gli Strisciuglio, sono noti per i loro conflitti armati nei locali notturni; questo ha spinto molte discoteche a installare metal detector, e quando non sono operativi, come nel caso del Divine Club, il personale di sicurezza utilizza dispositivi portatili per controlli anti “ferro”. La lista degli episodi violenti è lunga, segno di una situazione critica.

Il 21enne ferito, con precedenti penali per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato soccorso dal personale del 118 e ricoverato nel Policlinico di Bari: non sarebbe in pericolo di vita.

L’aggressore avrebbe sparato da un distanza ravvicinata: la persona, in piedi, ha esploso quattro colpi di pistola, ma solo uno ha raggiunto il 21enne. Dettagli sono stati forniti dallo stesso ferito, il quale però non ha dato indicazioni utili per identificare l’aggressore. Rilievi sono stati condotti dalle polizie e le indagini sono in mano agli agenti della squadra mobile. Nessuna ipotesi investigativa è esclusa, incluse quelle che potrebbero collegare l’accaduto all’omicidio di Scavo, appartenente al clan Strisciuglio.

La Dda di Bari coordina le indagini sull’omicidio di Filippo Scavo, focalizzando l’attenzione sugli ambienti della criminalità organizzata e sul traffico di stupefacenti. L’inchiesta ipotizza il reato di omicidio aggravato da motivazioni mafiose. Il locale è stato sequestrato.

Rimane incerta la dinamica del delitto: si sta indagando se sia scaturito da un diverbio tra membri di clan baresi o se sia stato un regolamento di conti.

I carabinieri della compagnia di Trani, guidati dal colonnello Massimiliano Galasso, hanno già individuato una decina di persone coinvolte nella lite scoppiata intorno alle 4 del mattino al locale, che è poi degenerata nella sparatoria.

Scavo, pregiudicato e ritenuto vicino al clan Strisciuglio, è stato colpito da un colpo di pistola calibro 7,65 alla base del collo, probabilmente mentre cercava di fuggire dai suoi aggressori. Dalle indagini è emerso che sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi e che dentro la discoteca ci sarebbe stata un’altra persona armata oltre a chi ha sparato.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire ruoli e dinamiche anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di sicurezza, già acquisiste, e il locale è stato posto sotto sequestro per dare spazio ai rilievi del reparto scientifico dell’Arma.

Continuano le audizioni di dipendenti e addetti alla sicurezza: l’attenzione si rivolge verso un buttafuori che sarebbe stato minacciato affinché aprisse una porta d’emergenza, utilizzata dal presunto killer. Scavo, secondo quanto riportato, aveva con sé una somma consistente di denaro contante, che potrebbe essere legata a attività illecite.

L’individuo, ufficialmente muratore, era tornato in libertà circa un anno fa dopo aver scontato condanne per reati legati allo spaccio di droga, incluse una definitiva di 7 anni e 4 mesi nell’ambito dell’Operazione Agorà del 2015 contro il clan Strisciuglio.

“Un uomo è stato ucciso all’interno di una discoteca nella nostra Bisceglie. Sull’accaduto indaga la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. È un fatto gravissimo, che colpisce e che preoccupa tutta la comunità”. Così il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha commentato l’omicidio di Filippo Scavo.

Si tratta di un evento che si inserisce in un periodo tragico per Bisceglie, dopo la morte della 12enne Alicia Amoruso, investita da un albero, e il femminicidio-suicidio di Patrizia Lamanuzzi e Luigi Gentile.

“Bisceglie è una città ferita da giorni difficili. Tocca a tutti noi, con pazienza – ha detto Angarano – provare a rimettere insieme i pezzi. Bisceglie è fatta di persone perbene, di persone che lavorano, che affrontano le difficoltà senza cercare scorciatoie. Dobbiamo rimetterci in piedi. Non servono grandi parole, ma responsabilità e presenza”.

È stato conferito nelle prossime ore al professore Francesco Introna dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari l’incarico per l’autopsia sul corpo di Filippo Scavo, deceduto dopo essere stato colpito a morte da un colpo di pistola al Divine club di Bisceglie. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari si concentrano sul passato del 43enne, vicino al clan Strisciuglio, il cui nome appare in diversi atti giudiziari riguardanti conflitti tra clan baresi. I carabinieri stanno analizzando la dinamica del delitto senza avere, finora, dichiarazioni utili per identificare i coinvolti.

– Sono molte le persone che i carabinieri ascoltano per chiarire quanto accaduto intorno alle quattro del mattino nel Divine club di Bisceglie. La vittima, colpita a morte da uno dei quattro colpi di pistola esplosi, è stata raggiunta alla base del collo. Tra le persone interrogate ci sono dipendenti del club, clienti e addetti alla sicurezza, i cui racconti sono esaminati dai militari della Dda di Bari.

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