Il senatore filippino Ronald dela Rosa si rifugia in Senato dopo mandato d’arresto della CPI
Da lunedì il senatore filippino Ronald dela Rosa è rifugiato in un ufficio del Senato per evitare di essere arrestato, dopo che la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso un mandato di arresto contro di lui per crimini contro l’umanità, riporta Attuale. Dela Rosa, che è stato il capo della polizia durante il governo del presidente Rodrigo Duterte tra il 2016 e il 2022, è considerato responsabile delle dure azioni di repressione al commercio illegale di droghe, con almeno 6mila vittime. Secondo il mandato di arresto, dela Rosa sarebbe stato direttamente coinvolto nell’uccisione di almeno 32 persone tra il luglio del 2016 e l’aprile del 2018.
Anche Duterte, ex presidente delle Filippine, è accusato di crimini contro l’umanità: arrestato lo scorso marzo a Manila, è attualmente in custodia preventiva all’Aia, nei Paesi Bassi, sede della CPI.
Dela Rosa ha scelto di rifugiarsi in Senato dopo che lunedì è stato eletto presidente Alan Peter Cayetano, suo alleato, che ha offerto protezione a dela Rosa. Martedì, la polizia è stata schierata davanti al Senato e le riunioni delle commissioni sono state annullate a causa di una manifestazione di circa 250 persone che chiedevano l’arresto di dela Rosa.
Le Filippine non sono più firmatarie del trattato istitutivo della CPI, ma sono in grado di eseguire un mandato su richiesta dell’Interpol, seguendo la stessa procedura per l’arresto di Duterte. Il capo della polizia filippina, Jose Melencio Nartatez, ha dichiarato di non aver ancora ricevuto ordini per l’arresto di dela Rosa, ma ha assicurato che la polizia è pronta a seguire ogni istruzione ricevuta.