Salvini e Ranucci, tensione sulla posizione del conduttore di Report dopo l’attentato

12.08.2026 00:25
Salvini e Ranucci, tensione sulla posizione del conduttore di Report dopo l'attentato

Dettagli sull’arresto di Valter Lavitola per l’attentato a Sigfrido Ranucci

Roma, 12 agosto 2026 – La questione dei rapporti tra Ranucci e Lavitola solleva interrogativi sulla posizione del conduttore alla guida di Report. Ranucci è attualmente considerato la persona offesa, vittima dell’attentato. Tuttavia, una certezza emerge: Valter Lavitola stesso si era chiesto, intercettato, “Come fanno a non arrestarmi questi?”. Da lunedì, Lavitola è in carcere con l’accusa di essere il mandante dell’attentato all’amico e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre scorso, riporta Attuale.

Questa mattina, Lavitola comparirà davanti al gip nel carcere di Rebibbia per l’interrogatorio di garanzia. I pubblici ministeri hanno contestato l’aggravante del metodo mafioso, affermando che l’ex direttore dell’Avanti avesse progettato di far diventare Ranucci presidente del Consiglio. Questa vicenda si trasforma inevitabilmente in uno scontro politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che Report dovrebbe proseguire senza Ranucci e ha suggerito che il conduttore “dovrebbe prendersi una pausa” fino a quando non verranno chiariti i suoi rapporti con Lavitola.

Ranucci ha risposto tramite i social media, accusando il leader del Carroccio di richiedere la sua sospensione dalla Rai. Il deputato dem Sandro Ruotolo si è schierato contro la posizione di Salvini, sostenendo che sia la Rai, e non la politica, a dover decidere sul futuro di Ranucci e di Report.

Angelo Bonelli di Avs si è espresso in modo più netto, affermando che “sulla vicenda Ranucci bisogna fermare il fango e tornare ai fatti”. Anche il Movimento 5 Stelle si è schierato a sostegno, evidenziando come l’ordinanza confermi Ranucci nella sua posizione di vittima, senza alcun supporto per ritenere che il conduttore fosse d’accordo con Lavitola. La posizione di Forza Italia è stata più cauta ma critica, con il senatore Maurizio Gasparri che ha definito Ranucci “indubbiamente vittima di un attentato” ma ha sottolineato la necessità di ulteriori chiarimenti riguardo ai suoi rapporti.

Lo scontro si intreccia anche con l’audit interno avviato dalla Rai. L’azienda ha richiesto il 30 luglio alla Procura di Roma se fosse possibile procedere con gli accertamenti, per non interferire con l’inchiesta sull’attentato. I pm hanno risposto che non è necessaria alcuna autorizzazione dell’autorità giudiziaria, potendo la Rai continuare le sue attività amministrative. Ieri, nel tardo pomeriggio, il Comitato Etico ha discusso la questione e la relazione finale dovrebbe essere trasmessa a breve all’Amministratore delegato, che effettuerà le proprie valutazioni riguardo alla direzione del programma. La tensione rimane alta all’interno della redazione, che ha categoricamente smentito le voci su un presunto “commissariamento” di Ranucci, pur riconoscendo che il futuro del conduttore è incerto.

Dalle indagini emerge che già nell’ottobre 2024 l’ex editore avrebbe tentato di convincere il conduttore a entrare in politica, prospettandogli un ruolo di primo piano. Lavitola aveva anche ipotizzato l’idea di un sondaggio per verificare la popolarità di personaggi pubblici in vista di una possibile candidatura di Ranucci. Questi elementi, ha affermato Salvini, richiedono un approfondimento prima di decidere se Ranucci debba continuare a guidare Report.

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