L’ironia della Casa Bianca sul linguaggio formale dell’Unione Europea

22.01.2026 11:35
L'ironia della Casa Bianca sul linguaggio formale dell'Unione Europea

La Casa Bianca critica l’inefficienza della comunicazione dell’Unione Europea

L’account ufficiale della Casa Bianca ha recentemente pubblicato un post che deride il linguaggio burocratico tipico dell’Unione Europea, mostrando Donald Trump di spalle e una finestra con una mappa della Groenlandia. La didascalia invita a monitorare la situazione, richiamando la formula abituale utilizzata dalle istituzioni europee durante le crisi, indipendentemente dalla loro natura, riporta Attuale.

Il post si riferisce implicitamente alle ambizioni di Trump riguardo la Groenlandia, suggerendo che l’Unione rimarrebbe spettatrice in queste circostanze. Il tono formale, sebbene spesso considerato vuoto, con cui i leader europei rispondono agli eventi recenti è diventato un simbolo dell’inefficacia dell’Unione, soprattutto sui social media, dove i comunicati raramente vengono seguiti da azioni concrete.

Questa percezione è stata ulteriormente alimentata dalla pagina Is EU Concerned?, attiva dal 2014, che raccoglie le dichiarazioni ufficiali dei leader europei e le trasforma in meme. La pagina, che utilizza un approccio sarcastico, evidenzia una risposta standardizzata e generalmente inadeguata dell’Unione, suggerendo che essa si limiti a preoccuparsi senza intraprendere azioni decisive. Risposte formali e staccate come quelle dell’Unione Europea vengono spesso paragonate a una chiesa che prega per la pace mentre le guerre continuano.

Questo vuoto comunicativo emerge non solo in relazione alla Groenlandia, ma anche per le recenti violenze in Iran e gli eventi in Venezuela, dove la reazione europea è sembrata inadeguata e spesso limitata a comunicati ufficiali. Un episodio emblematico occorso nel contesto venezuelano ha evidenziato la discrepanza tra l’azione statunitense e la risposta europea, con post programmati dalla Commissione Europea che apparivano al di fuori della realtà contingente.

Le critiche sulla prontezza dell’Unione a rispondere agli eventi globali si allineano con analisi di esperti, come Jacob Funk Kirkegaard del think tank Bruegel, che osserva che parte della frustrazione nasce dai limiti istituzionali dell’Unione e delle divisioni tra gli stati membri. Inoltre, Giulia Giorgi, ricercatrice di Sociologia culturale, evidenzia come il linguaggio della preoccupazione sia diventato un gergo standard e spesso percepito come indicativo di passività.

Sebbene vi siano rare eccezioni di comunicazione efficace da parte delle istituzioni europee, il primo impatto su social e pubblici rimane spesso negativo, evidenziando una necessità di adattamento e rinnovamento linguistico per essere rilevanti nel contesto mondiale attuale.

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