Lo sfratto di una donna di 87 anni a Madrid riaccende le proteste contro la crisi abitativa

25.09.2026 14:35
Lo sfratto di una donna di 87 anni a Madrid riaccende le proteste contro la crisi abitativa

Lo sfratto di una donna di 87 anni in Spagna solleva proteste e dibattito sulla crisi abitativa

Lo sfratto di María del Carmen Abascal, una donna di 87 anni, dalla sua casa a Madrid, ha scatenato indignazione e mobilitazioni in tutta la Spagna, riportando l’attenzione sulla crisi abitativa e sulla speculazione immobiliare che affligge il paese, riporta Attuale.

Abascal, nota come Maricarmen, è stata sfrattata mercoledì dopo un contenzioso legale di otto anni. Con un’invalidità riconosciuta al 50 percento, è stata portata via in barella e ora è ricoverata in ospedale, sotto osservazione per ansia e stress. Durante la sua battaglia legale, si sono tenuti vari tentativi di bloccare lo sfratto, comprese manifestazioni e mobilitazioni pubbliche, ma l’azienda proprietaria ha rifiutato ogni mediazione proposta dallo stato.

Il caso di Abascal rappresenta una questione più ampia che colpisce gli inquilini di lungo corso nelle grandi città spagnole, dove i prezzi degli affitti sono aumentati vertiginosamente, raggiungendo livelli che talvolta superano gli stipendi e le pensioni. La situazione è aggravata dall’influenza dei fondi immobiliari, che acquistano proprietà approfittando dei continui aumenti dei prezzi.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha descritto lo sfratto come una «tragedia sociale», accusando il governo locale di centrodestra di Madrid di non aver risposto adeguatamente all’emergenza abitativa. D’altro canto, la presidente della comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha minimizzato la situazione, considerando lo sfratto di Abascal come solo uno dei 25mila attuati ogni anno in Spagna.

Maricarmen Abascal risiedeva in un appartamento in via Sainz de Baranda, nel quartiere Retiro di Madrid, dal 1956. Originariamente, il contratto di affitto era stato firmato da suo padre, per poi passare alla madre e a Maricarmen. Negli anni, i proprietari sono cambiati, ma Abascal non ha potuto acquistare l’appartamento a causa di difficoltà economiche.

Il contenzioso è iniziato nel 2018, quando il fondo Urbagestión ha acquistato l’appartamento per 240mila euro, il cui valore attuale è stimato significativamente più alto. Questo fondo, che si presenta come una piccola-media impresa, ha intrapreso azioni legali contro l’associazione di inquilini che l’ha etichettato come speculativo.

Una legge spagnola del 1985 prevede che gli affitti stipulati prima di quell’anno possano aumentare solo secondo parametri legati all’inflazione. Abascal, nel 2018, pagava un affitto di circa 450 euro, ma Urbagestión ha alzato la richiesta a 2.650 euro, poi ridotta a 1.650 euro durante la causa legale.

La società ha presentato una richiesta di risoluzione del contratto, e la battaglia legale si è protratta per otto anni, culminando con una sentenza del Tribunale supremo che ha dato ragione al fondo nel marzo scorso.

Dopo tre tentativi di sfratto precedentemente bloccati, l’operazione è stata completata mercoledì, nonostante le manifestazioni che si erano svolte nei giorni precedenti. La polizia ha fatto irruzione nell’abitazione intorno all’una del pomeriggio, concedendo un’ora a Abascal per raccogliere le sue cose.

Negli ultimi tempi, lo stato ha tentato di acquistare l’immobile attraverso l’ente pubblico CASA 47, ma l’offerta è stata rifiutata. Anche un’anonima benefattrice ha offerto di pagare l’affitto richiesto per la vita di Abascal, ma senza successo.

Proteste e manifestazioni sono continuate anche dopo lo sfratto, con eventi che si sono svolti in diverse città spagnole. A Madrid, una delle manifestazioni più significative si è tenuta vicino alla casa di Isabel Díaz Ayuso. I manifestanti hanno accusato il governo di Sánchez di non adottare azioni sufficienti, nonostante l’impegno a contrastare la crisi abitativa e l’aumento dei prezzi inserito nel suo programma politico.

Il governo presenterà un progetto di legge la prossima settimana per rendere più difficili gli sfratti per le persone vulnerabili, prorogare gli affitti in scadenza per due anni, e rendere più severe le regole sugli affitti brevi. Tuttavia, non è garantito che la legge venga approvata: l’esecutivo di Sánchez non ha una maggioranza stabile e l’approvazione dipenderebbe dal sostegno di partiti regionali come Junts, che tende a favore dei proprietari di casa.

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