Il governo ucraino approva una riforma militare per affrontare le carenze di personale al fronte
Dopo anni di discussioni, il governo ucraino ha approvato una riforma del servizio militare che punta a incrementare il numero di soldati al fronte. L’esercito ucraino si trova in difficoltà non solo per la mancanza di armi, ma anche per le crescenti perdite e per il numero crescente di disertori e di persone che abbandonano il servizio militare, spesso a causa di stanchezza e frustrazione, riporta Attuale.
Attualmente, in Ucraina è prevista la mobilitazione obbligatoria per tutti gli uomini tra i 25 e i 60 anni, con l’obbligo di permanere nell’esercito fino alla fine della legge marziale, implementata all’inizio dell’invasione russa. Le nuove disposizioni mirano a incentivare anche coloro che non sono obbligati e chi ha eluso la chiamata. Le modifiche si applicheranno anche ai non cittadini ucraini, con l’obiettivo di attrarre combattenti stranieri.
Tra le principali misure della riforma vi è un sostanziale aumento degli stipendi, che si baserà sul ruolo e sulla posizione. Per esempio, il salario medio di un soldato di fanteria in prima linea raddoppierà, passando da circa 3.000 euro al mese a circa 6.000, mentre per i soldati in retrovia ci sarà un incremento da circa 400 a 600 euro.
Tuttavia, molti soldati manifestano preoccupazioni riguardo alla giustificazione di tale disparità retributiva, evidenziando che anche nelle retrovie operano individui feriti che, pur non combattendo, svolgono ruoli fondamentali per le operazioni militari. Il governo, con l’aumento delle retribuzioni, intende compensare il rischio superiore nei combattimenti, soprattutto in quelle aree dove stanno testando l’uso di robot per sostituire soldati d’assalto.
La riforma introduce anche contratti di servizio che variano da 6 a 24 mesi, con un periodo minimo di congedo di sei mesi al termine. I nuovi soldati e quelli già in servizio potranno aderire, anche se il congedo non sarà proporzionale al tempo già trascorso nel corpo militare.
Numerosi soldati arruolati negli ultimi anni continuano a combattere ininterrottamente sin dall’invasione russa del 2022, alcuni addirittura dal conflitto per la Crimea nel 2014. Questi potranno optare per il nuovo contratto, ma molti di loro dubitano della congruità del periodo di congedo offerto. Il Kyiv Independent ha riportato le lamentele di un soldato che, dopo sei anni di servizio, riceverebbe solo un anno di congedo.
Per ridurre le disparità tra nuovi ed esperti soldati, il Ministero della Difesa ha annunciato un programma di congedo graduale per i veterani, attuabile solo alla fine del 2026, a seconda dell’andamento dei combattimenti. Attualmente, la situazione appare favorevole per l’Ucraina, ma non si può garantire un miglioramento duraturo, considerando che i nuovi soldati potrebbero non avere la necessaria esperienza per rimpiazzare chi ha già servito a lungo.
In passato, il governo aveva tentato di ridurre i tempi di servizio nel 2024 con un’altra riforma simile, ma questa era stata bloccata per timore che potesse ridurre la forza del fronte. Tuttavia, la nuova iniziativa gode del supporto del Consiglio dei Ministri e l’approvazione finale del Parlamento sembra imminente.
Un ulteriore aspetto della riforma riguarda i disertori, stimati dal Ministro della Difesa Mykhailo Fedorov in 200.000. Il governo ha deciso di consentire a chi ha disertato una sola volta di rientrare senza incorrere in sanzioni penali. Tuttavia, chi verrà colto in flagranza di reato rimarrà perseguibile, con pene che possono arrivare fino a 12 anni di carcere.
La fuga dalla leva è motivata da molteplici fattori, tra cui la corruzione e l’inefficienza percepita all’interno dei servizi di reclutamento. Negli ultimi anni, sono stati segnalati metodi coercitivi, come rapimenti e invii forzati al fronte, che hanno danneggiato ulteriormente la reputazione dell’esercito presso la popolazione. Una riforma complessiva dei centri di reclutamento è stata solo annunciata, senza che l’attuale riforma ne affronti gli aspetti fondamentali.
Infine, coloro che ritornano dalle diserzioni spesso lo fanno a causa di insoddisfazione sulla gestione delle unità, denunciando missioni suicida da parte dei comandanti. Per facilitarne il ritorno, il governo ha stabilito che i soldati possono scegliere l’unità in cui desiderano servire, evitando di essere riassegnati a quella da cui sono fuggiti.
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È incerto se questa riforma sia sufficiente per rifornire le linee del fronte di soldati. Fonti interne alla NATO avevano preventivato che l’Ucraina avrebbe bisogno di 250.000 uomini in più per vincere, ma tale cifra potrebbe semplificare eccessivamente la situazione attuale.