L’Ungheria richiede il rimborso di 168 miliardi di euro spesi impropriamente da Orbán

09.06.2026 14:35
L’Ungheria richiede il rimborso di 168 miliardi di euro spesi impropriamente da Orbán

Viktor Orbán: danni da corruzione stimati in 168 miliardi di euro, afferma l’ente di controllo ungherese

Recentemente, Ferenc Biró, capo dell’Autorità ungherese per l’Integrità, ha diffuso stime riguardanti l’entità dei fondi pubblici spesi impropriamente durante i 16 anni di governo di Viktor Orbán, quantificandoli in ben 168 miliardi di euro. Questo importo è significativo, considerando che il Prodotto Interno Lordo dell’Ungheria si aggira intorno ai 200 miliardi di euro, riporta Attuale.

Orbán ha governato in modo semi-autoritario dal 2010 fino alle recenti elezioni di maggio, in cui è stato sconfitto dall’oppositore Péter Magyar. Durante il suo mandato, è riuscito a creare un sistema clientelare, distorcendo le risorse statali per favorire alleati e amici, mentre importanti aziende sono finite sotto il controllo di individui legati a lui, contribuendo alla concentrazione di potere nel mercato. Orbán ha utilizzato i fondi pubblici per mantenere e solidificare questo sistema, avvantaggiando i suoi sostenitori e penalizzando chi rifiutava le sue condizioni.

Una delle priorità del nuovo leader Magyar è smantellare questo sistema, rimuovendo i numerosi funzionari installati da Orbán nelle istituzioni e nelle aziende pubbliche, promettendo di procedere con metodi drastici se non si dimetteranno spontaneamente.

Le stime di Biró sono in linea con le indagini condotte da diversi organi di stampa sull’accumulo di ricchezze da parte di individui vicini a Orbán tramite diversi meccanismi, tra cui appalti non trasparenti. Biró ha dichiarato al Financial Times che verrà utilizzata l’intelligenza artificiale per tracciare i fondi e avviare indagini. Inoltre, ha suggerito che la maggior parte dei fondi possa trovarsi all’estero e ha notato un incremento nei trasferimenti nel 2025, segnalando il fondato timore di una possibile sconfitta di Orbán.

L’Autorità ungherese per l’Integrità, istituita nel 2022, ha operato in un contesto difficile, poiché il governo di Orbán ha tentato di ostacolare le sue attività. Nel 2025, Biró denunciò che gli uffici dell’Autorità furono perquisiti in un apparente tentativo di intimidazione, e che a sua moglie era stato offerto un incarico ben remunerato per cercare di ammansirlo.

Ora, dopo la sua nomina, Magyar ha raggiunto un accordo con l’Unione Europea per sbloccare 16 miliardi di euro di fondi bloccati, legati a un piano di riforme, tra cui la cooperazione con l’Autorità. Magyar ha inoltre promesso di creare un nuovo ente dedicato al recupero dei fondi distorti durante la gestione di Orbán.

Il risanamento dell’economia e la lotta alla corruzione rimangono tra le principali priorità di Magyar. La stagnazione economica e le condizioni di vita inadeguate erano tra le principali ragioni della sconfitta di Orbán; un contesto in cui i cittadini si attendevano di vivere meglio, alla luce della crescita degli altri paesi che si trovavano in una situazione simile all’ingresso nell’Unione Europea.

Infine, per mostrarne l’impegno, il parlamento ungherese, dove il partito di Magyar detiene una maggioranza di due terzi, ha votato all’unanimità per una decurtazione del 40% degli stipendi parlamentari, a sostegno delle finanze pubbliche e nella lotta contro la corruzione.

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