Roberto Mancini spiega le sue scelte per la Nazionale e il futuro del calcio italiano
In vista della partita di Nations League contro la Türkiye a Bursa, il ct della Nazionale italiana Roberto Mancini ha spiegato la sua decisione di lasciare dieci giocatori a Coverciano, sottolineando non solo la necessità di evitar loro un viaggio impegnativo, ma anche di familiarizzare con i giovani nel suo gruppo, riporta Attuale.
“Non è stato difficile rinunciare a Barella [lasciato a casa] perché sappiamo il suo valore, ma queste partite sono utili per conoscere i giocatori più giovani, quelli che dovranno accompagnare il nostro percorso nei prossimi anni. Se non li vediamo in partita, non posso farlo in due allenamenti: lì non è chiaro se un calciatore è in grado di essere protagonista in certe partite oppure no.”
La decisione ha avuto successo. Gli Azzurri hanno seguito la sconfitta casalinga per 2–0 contro il Belgio con una schiacciante vittoria per 4–1 sulla Türkiye, con i giovani Michael Kayode e Pio Esposito protagonisti grazie ai loro gol.
Mancini ha sempre compreso l’importanza di avere un nucleo giovane nella Nazionale, e ora è fondamentale che anche chi si trova a Coverciano ne prenda coscienza. L’Italia ha cercato di interrompere il proprio declino con una qualificazione rapida ai Mondiali, sperando che la partecipazione all’evento di punta potesse invertire la rotta, ma ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive.
Adesso, in una situazione critica, l’Italia è più che mai aperta a un necessario rinnovamento culturale, e questa rappresenta un’opportunità ideale. La Nations League offre calcio competitivo ma a bassi rischi; una retrocessione non distruggerebbe la squadra, ma fornirebbe ai giovani preziosa esperienza e l’opportunità di unirsi come gruppo.
Gli Europei sono tra due anni. Prepararsi ora consentirebbe all’Italia di presentarsi in modo rispettabile tra due anni, gettando così le basi per almeno un ritorno ai Mondiali nel 2030, con un Europeo casalingo in programma due anni dopo.
Mancini è consapevole di tutto ciò. Sa che i preparativi devono iniziare adesso e crede di vedere già segnali positivi, anche se i risultati non sono ancora stati soddisfacenti.
“In questo momento, non sento che il tempo sia nemico. Sappiamo di aver intrapreso questo percorso, che sarà lungo, breve, non lo so… Ma ci vorrà sicuramente del tempo per portarlo avanti, dato che tra queste due partite abbiamo svolto solo due allenamenti, uno dei quali è stato estenuante… Nonostante tutto, c’è stata una positiva ripresa nel secondo tempo della partita contro il Belgio. Non l’ho detto io, ma sono il ct dell’Italia e potrei solo cercare le cose positive, ma De Ketelaere lo ha ammesso quando ha spiegato che non erano in grado di fare nulla. Quindi ci sono state anche alcune cose positive contro il Belgio.”
Prossimamente, l’Italia affronterà la Francia a Saint-Denis venerdì, prima di ospitare la Türkiye allo stadio Renato Dall’Ara lunedì sera per concludere la pausa internazionale.