Mattarella incontra Nordio: “La grazia è un’esclusiva del presidente della Repubblica”

16.07.2026 19:45
Mattarella incontra Nordio: “La grazia è un'esclusiva del presidente della Repubblica”

Roma, 16 luglio 2026 – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato oggi il ministro della Giustizia Carlo Nordio al Quirinale per chiarire i limiti della concessione della grazia, sottolineando che si tratta di una facoltà del presidente della Repubblica. La questione è emersa a seguito della vicenda di Mario Roggero, un gioielliere piemontese che nel 2021 ha sparato e ucciso due rapinatori in fuga dopo un colpo nel suo negozio a Grinzane Cavour (Cuneo), riporta Attuale.

Il ministro Nordio ha avviato un’istruttoria per la concessione della grazia a favore di Roggero, fortemente richiesta all’interno del centrodestra. I parlamentari della maggioranza si stanno attivando per una raccolta a favore dell’atto di clemenza.

Oggi, in Senato, i rappresentanti della Lega hanno lanciato un appello per la libertà del gioielliere. Al termine dell’intervento di Giorgio Maria Bergesio, i senatori leghisti si sono alzati in piedi mostrando una foto di Roggero. “Mario ti vogliamo libero subito“, ha dichiarato Bergesio.

L’incontro al Quirinale

Il presidente Mattarella ha ribadito al ministro Nordio i limiti delle attribuzioni del suo ufficio in merito alla grazia. Infatti, si tratta di una prerogativa che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica, come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006. L’ufficio stampa del Quirinale ha diffuso la notizia dell’incontro.

Salvini: non mi permetto di sostituirmi a Mattarella

“Non mi permetto di sostituirmi alla valutazione del Presidente della Repubblica, noi possiamo solo istruire una domanda ben fatta, poi è nella facoltà del Presidente della Repubblica valutare modi, tempi e contenuti”, ha dichiarato Matteo Salvini a Radio Cusano sul caso Roggero. “Non è tanto privata la vicenda di Roggero – ha affermato – penso anche a tante vicende del passato, tutti lavoratori o lavoratrici normali.”

“Questo commerciante, che oggi ha 72 anni, una moglie, delle figlie e otto nipoti – ha proseguito il ministro – in quel giorno tutto avrebbe voluto fare tranne che sparare a dei rapinatori. Sicuramente non stiamo parlando di un criminale con numerosi precedenti alle spalle. Anche perché 14 anni e 9 mesi di carcere difficilmente vengono dati a uno stupratore, a un pedofilo, a un assassino, a uno spacciatore con centinaia di morti sulla coscienza.”

“La richiesta di attenzionare la possibilità di grazia a questo 72enne che come Lega abbiamo lanciato, con il ministro della Giustizia che lavora per formalizzarlo al Presidente della Repubblica, penso che rappresenti molti italiani a prescindere da cosa votano”, ha concluso il vice premier leghista.

Il caso Roggero

La vicenda che ha portato all’incontro di oggi tra Mattarella e Nordio riguarda Mario Roggero, il gioielliere che nel 2021 ha sparato e ucciso due rapinatori in fuga, subito dopo che questi avevano rubato nel suo negozio di Grinzane Cavour.

Roggero, 72enne, è stato condannato ieri in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere e ha dichiarato di essere pronto a costituirsi per scontare la pena. I giudici della Cassazione hanno confermato la sentenza della Corte d’Appello, che aveva escluso la legittima difesa.

Cosa può fare il ministro

Secondo la Costituzione, il ministro della Giustizia ha esclusivamente funzioni istruttorie e di controfirma formale nella procedura di grazia. In particolare, il ministro può avviare una fase istruttoria dopo aver ricevuto l’istanza di grazia, raccogliendo pareri e informazioni dettagliate tramite i magistrati di sorveglianza e la procura generale.

Alla conclusione degli accertamenti, il ministro trasmette il fascicolo al Capo dello Stato assieme a una relazione contenente un parere indicativo. Se il presidente decide di accordare la clemenza, il ministro ha il potere di controfirma del decreto presidenziale.

Cosa ha detto la Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha chiarito che il ministro non può né bloccare l’iter della pratica di grazia né avocare a sé decisioni di merito, ribadendo che l’atto risponde a finalità umanitarie ed è riservato al Capo dello Stato.

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