Messico, catturato Audias Flores Silva, numero due del cartello di Jalisco

28.04.2026 13:35
Messico, catturato Audias Flores Silva, numero due del cartello di Jalisco

Catturato Audias Flores Silva, successore di “El Mencho”

La Marina messicana ha arrestato Audias Flores Silva, noto con il soprannome di «el Jardinero», uno dei potenziali successori di «El Mencho», ucciso a febbraio. L’operazione, il cui culmine è stato raggiunto dopo un’indagine di 19 mesi, ha visto il coinvolgimento di centinaia di militari e della cooperazione dell’intelligence americana, riporta Attuale.

Flores era protetto da un gruppo ben armato e ha provato a depistare le forze di sicurezza, ma senza successo. Il criminale, su cui pendeva una taglia di 5 milioni di dollari da parte delle autorità statunitensi, è stato bloccato mentre cercava di nascondersi in una condotta sotterranea. L’arresto è stato filmato e ha avuto luogo a circa 12 chilometri a nord di Puerto Vallarta, in una zona dove erano concentrate le operazioni di ricerca, supportate da sei elicotteri.

La cattura di Flores assume importanza nell’ambito della strategia di decapitazione dei cartelli, puntando a indebolire le organizzazioni criminali attraverso la rimozione dei loro leader. Tuttavia, esperti avvertono che questo può scatenare conflitti interni e aumentare la violenza tra gruppi rivali.

Secondo l’esperto David Saucedo, è possibile che Flores sia stato venduto o tradito da un rivale del clan, una dinamica comune nel traffico di droga. Inoltre, il governo messicano ha intensificato la pressione sui gruppi criminali, mirando non solo a contenere la minaccia ma anche a inviare un messaggio a Donald Trump, che aveva recentemente minacciato un intervento diretto contro il Messico. La presidente Claudia Sheinbaum ha respinto fermamente questa richiesta, sottolineando la sovranità nazionale.

Questo evento segue la controversa morte di due agenti CIA in un incidente stradale dopo un’operazione antidroga nello stato di Chihuahua, notizia che ha scatenato polemiche a causa della loro presenza non autorizzata in Messico. Gli agenti erano entrati nel paese con un visto turistico e uno dei due si presentava come diplomatico.

Washington, secondo ricostruzioni, starebbe monitorando funzionari messicani ritenuti collusi con i narcotrafficanti e ha incrementato la sorveglianza ai confini con mezzi aerei dotati di sofisticate tecnologie di intercettazione, raccogliendo dati utili sia per l’antidroga americana che per le operazioni messicane.

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