Revoca delle misure cautelari nell’inchiesta sull’urbanistica milanese
Liberi tutti. Il Tribunale del Riesame ha annullato le misure cautelari imposte in precedenza da un giudice per tre protagonisti principali nell’inchiesta riguardante l’urbanistica di Milano, dove i pubblici ministeri parlano di un “sistema edilizio deviato”. Le persone coinvolte, tra cui l’ex assessore Giancarlo Tancredi, l’ex membro della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni e l’imprenditore Federico Pella, sono state immediatamente rilasciate dai domiciliari. Questi soggetti sono indagati per reati quali falso e corruzione, ma hanno ottenuto la libertà.», riporta Attuale.
“Non esiste alcun accordo corruttivo o sistemico”, ha dichiarato Marco Messora, avvocato di Pella, uscendo dall’udienza del Riesame. Per quanto riguarda Tancredi, l’accusa è stata ridimensionata da “corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio” a “corruzione per l’esercizio della funzione”, un reato meno grave, che sanziona chi collabora con un privato senza compiere atti illeciti. Tuttavia, per Tancredi scatta un’interdizione: l’ex assessore dovrà evitare per un anno di esercitare funzioni pubbliche e rispettare il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Stesse restrizioni per Marinoni, il quale dovrà astenersi anche dall’esercizio della professione di architetto. Pella, l’ex dirigente della società di progettazione integrata J+S, è anch’esso soggetto a queste misure.
Le scarcerazioni sono avvenute dopo che i giudici avevano già deciso di mettere in libertà il costruttore Andrea Bezziccheri, attualmente l’unico in carcere a San Vittore, e Alessandro Scandurra, architetto ed ex membro della Commissione Paesaggio del Comune di Milano. Si attende ora il ricorso dell’amministratore delegato di Coima, Manfredi Catella, attualmente ai domiciliari, previsto per il 20 agosto. Le ragioni delle revoche saranno comunicate entro 45 giorni; non è chiaro se a convincere i giudici siano stati l’assenza di gravi indizi oppure la mancanza di specifiche esigenze cautelari.
Nel frattempo, il gruppo di pubblici ministeri, formato da Marina Petruzzella, Paolo Filipponi e Mauro Clerici, con l’aggiunta di Tiziana Siciliano, ha presentato nuove comunicazioni, molte delle quali estratte dai telefoni cellulari degli indagati, relative in particolare alle posizioni di Tancredi e Marinoni. Si tratta di un dossier di oltre quattromila pagine, nel quale gli interscambi tra pubblico e privato rivelano sottintesi ironici e anglicismi tra i dirigenti. In una delle chat, Catella definisce i due funzionari “i migliori di sempre”. I pm sottolineano nella comunicazione contrattuale denominata “Il Pirellino” l’esistenza di un “mercimonio della funzione pubblica”, evidenziando conversazioni che coinvolgono il costruttore Catella, l’ex assessore e il city manager del Comune di Milano, Christian Malangone. “Io sarò sempre presente se succede qualcosa di nuovo”, scriveva un partecipante in una comunicazione datata 16 aprile 2025.
Anche Malangone è coinvolto nell’inchiesta. Fonti giudiziarie confermano l’estensione delle indagini al Comune, con l’inserimento del city manager nel registro degli indagati, con l’accusa di ‘induzione indebita’.
La procuratrice aggiunta Siciliano, parlando nel cortile del tribunale, ha difeso l’impianto dell’indagine, definendola “ampia e solida”. Ha dichiarato: “Abbiamo il dovere di andare avanti, la questione è di gran lunga più vasta di quanto stiamo analizzando in questi giorni e riguardo a questa ordinanza. È un’indagine complessa – sottolinea – che ha richiesto mesi di lavoro. Sono una grande appassionata di verità”, ha concluso, ribadendo che il Riesame “non è la sentenza”.