Minorenni allontanati dalla famiglia che vive nel bosco in Abruzzo: il tribunale ordina un trasferimento in comunità educativa

21.11.2025 11:35
Minorenni allontanati dalla famiglia che vive nel bosco in Abruzzo: il tribunale ordina un trasferimento in comunità educativa

L’Aquila, 21 novembre 2025 – La questione riguardante una famiglia che vive nel bosco in Abruzzo ha suscitato un acceso dibattito in Italia, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene il diritto della famiglia a vivere in autonomia e chi ritiene fondamentale il diritto all’istruzione per i bambini coinvolti. Quest’ultima posizione è stata avallata dal Tribunale, il quale ha stabilito che i tre bambini di una famiglia anglo-australiana dovranno abbandonare la casa nel bosco e trasferirsi in una comunità educativa, dove rimarranno insieme alla madre per un periodo di osservazione. L’operazione è stata eseguita ieri con la partecipazione di assistenti sociali e forze dell’ordine, riporta Attuale.

Il provvedimento cautelare non si basa solamente sul rischio di compromissione del diritto all’istruzione dei minori, ma anche sul rischio di lesione del diritto alla vita di relazione, come previsto dall’articolo 2 della Costituzione, considerato che la situazione potrebbe avere conseguenze psicologiche ed educative gravi sui minori. La decisione del Tribunale per i minorenni di L’Aquila ha portato alla sospensione della potestà genitoriale di padre e madre che vivono in condizioni abitative inadeguate, in un rudere fatiscente senza utenze e in una roulotte nel bosco a Palmoli, in provincia di Chieti.

Il provvedimento prevede non solo l’allontanamento dei bambini dalla dimora familiare, ma anche il loro collocamento in una casa famiglia e la nomina di un tutore provvisorio, l’avvocato Maria Luisa Palladino.

Le motivazioni del Tribunale

Il Tribunale ha sottolineato che “la deprivazione del confronto fra pari in età da scuola elementare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino, manifestandosi sia in ambito scolastico che non”. Si evidenzia la necessità di allontanare i minori dall’abitazione familiare a causa del pericolo per l’integrità fisica associato alla scarsa condizione abitativa, così come il rifiuto dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge. Inoltre, la mancanza di sicurezza statica e igienico-sanitaria dell’abitazione contribuisce a mettere in evidenza l’emergenza della situazione, esponendo i minori a gravi rischi.

Nel provvedimento si menzionano anche “nuove condotte genitoriali inadeguate“, in riferimento alla diffusione della vicenda mediante mezzi di comunicazione di massa, mettendo a rischio l’identificazione dei minori. I giudici sostengono che i genitori hanno utilizzato i propri figli per ottenere un risultato favorevole nel procedimento, manifestando un conflitto di interessi e una posizione contrapposta a quella dei minori. Inoltre, le documentazioni presentate dai genitori riguardo alle condizioni dell’abitazione non sono state ritenute sufficienti a garantire la protezione dei minori.

Come si è arrivati alla segnalazione

La situazione era già giunta all’attenzione della Procura minorile dell’Aquila lo scorso anno, dopo un ricovero ospedaliero dei bambini per intossicazione da funghi. Un controllo dei carabinieri aveva portato a una segnalazione che aveva comportato la sospensione della potestà genitoriale, ma senza interrompere l’affidamento dei minori alla famiglia. Con il nuovo provvedimento, i bambini dovranno ora abitare nella comunità educative indicata dal tribunale, insieme alla madre. I genitori insistono che la loro scelta di vita è motivata dal desiderio di vivere in contatto con la natura e mantenere un forte legame familiare. A sostegno della loro causa, quasi 31mila firme sono state raccolte in una petizione online per chiedere che la famiglia possa rimanere unita nella casa nel bosco.

L’avvocato della famiglia: “Falsità, faremo ricorso”

Giovanni Angelucci, l’avvocato della famiglia, ha commentato: “Nella sentenza di ieri sono state scritte falsità. I provvedimenti non si commentano, si impugnano, e per questo faremo ricorso”. Angelucci critica l’insistenza del Tribunale sul presunto difetto di autorizzazione per l’istruzione a domicilio dei minori, senza considerare che all’alunno più grande è stata contestata l’idoneità per il passaggio alla classe terza. “Il documento c’è ed è protocollato”, ha aggiunto il legale.

Il padre: “Si sta distruggendo la vita di 5 persone”

Nathan, il padre dei bambini allontanati, ha espresso il suo profondo disagio riguardo alla situazione: “Mi sento totalmente vuoto. È ingiusto portare via i bambini da un luogo dove c’è felicità, dove la famiglia vive serenamente nella natura. Non comprendo perché si stia distruggendo la vita di cinque persone”. Le sue parole sono state rilasciate in un’intervista di Daniele Cristofani pubblicata oggi sul quotidiano Il Centro. L’intervista integrale andrà in onda stasera in due puntate speciali di “Zoom, storie del nostro tempo”, alle 18.50 e alle 23.15, sul canale Rete8.

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