Trump e Zelensky discutono dei missili Tomahawk alla Casa Bianca
Oggi alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si incontreranno per discutere della richiesta dell’Ucraina riguardo ai missili da crociera Tomahawk. Questi missili, richiesti per lungo tempo, potrebbero finalmente essere inviati dagli Stati Uniti, secondo le recenti dichiarazioni di Trump, riporta Attuale.
I Tomahawk hanno un raggio d’azione fino a 2.500 chilometri, permettendo all’Ucraina di colpire obiettivi profondi nel territorio russo, dove finora ha avuto difficoltà ad arrivare. Sebbene da soli non possano cambiare l’andamento della guerra, Zelensky e il governo ucraino credono che un aumento delle capacità offensive possa mettere pressione su Vladimir Putin per avviare negoziati di pace.
Per Trump, approvare l’invio dei Tomahawk segnerebbe un cambio di strategia significativo dopo aver, in passato, abbracciato le posizioni di Putin. Un invio di missili renderà chiaro il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, opponiéndose più attivamente alla Russia. Tuttavia, gli Stati Uniti manterranno il controllo sugli obiettivi, e l’Ucraina mira a utilizzarli contro depositi di carburante, raffinerie, basi aeree e fabbriche militari, anche lontane dalla linea del fronte.
I Tomahawk sono stati utilizzati dall’esercito statunitense dal 1983, costruiti dalla multinazionale RTX. Ogni missile può trasportare fino a 450 chili di esplosivo e ha un costo di circa 1,5 milioni di euro. Con la loro alta precisione e raggio d’azione amplificato rispetto agli ATACMS attualmente in dotazione all’Ucraina, i Tomahawk potrebbero offrire un vantaggio strategico. Tuttavia, l’attuale disponibilità di questi missili è un ostacolo principale, poiché gli Stati Uniti tendono a consumarne più di quanto ne acquistino.
Il numero di Tomahawk che l’amministrazione Trump potrebbe concedere è cruciale. Esperti militari suggeriscono che ne servirebbero almeno un centinaio per avere un impatto significativo, mentre una cifra compresa tra 20 e 40 sarebbe più simbolica che efficace.
Normalmente lanciati da navi e sottomarini, l’Ucraina non dispone di queste piattaforme e gli Stati Uniti dovrebbero fornire anche i sistemi di lancio da terra, noti come Typhon. La decisione di Trump sarà motivata principalmente da considerazioni politiche e non tecniche; in caso di consenso, le consegne richiederanno alcuni mesi, compreso l’addestramento delle forze ucraine.
Il governo russo ha già avvertito che la fornitura di missili all’Ucraina rappresenterebbe un’escalation significativa, ma tali minacce sono state reiterate dalla Russia durante quasi tutto il conflitto, senza che abbiano avuto conseguenze tangibili. Nel frattempo, l’Ucraina sta sviluppando un proprio missile da crociera, il Flamingo, che, secondo quanto affermato da Zelensky, potrebbe raggiungere i 3.000 chilometri e trasportare 1.000 chili di esplosivo, ma la produzione potrebbe richiedere ancora alcuni mesi.
Ma dai, chi l’avrebbe mai detto che Trump si sarebbe trovato a discutere di missili con Zelensky! Questo potrebbe davvero cambiare le cose, anche se, onestamente, 20 missili non serviranno a nulla… In Italia ci lamentiamo per meno, mentre in Ucraina si giocano il tutto per tutto! Speriamo solo che la situazione non degeneri ulteriormente.