Morte di Biljana Plavsic, il controverso leader serbo-bosniaco
Biljana Plavsic, ex presidente della Repubblica serba di Bosnia e figura controversa nella guerra nei Balcani, è morta a 96 anni. Durante il conflitto, divenne famosa per il suo ruolo nel promuovere politiche di pulizia etnica contro i musulmani bosniaci, collaborando con noti criminali di guerra come Ratko Mladic e Radovan Karadzic, riporta Attuale.
Plavsic è stata conosciuta per la sua ideologia estremista che giustificava l’eliminazione dei musulmani, sostenendo la superiorità della razza serba. La sua carriera politica iniziò dopo l’arresto di Karadzic, mentre la sua immagine di “eroina serba” le permise di rimanere un’importante figura nel nazionalismo serbo. Fu arrestata nel 2001 e accusata di genocidio, ma il tribunale dell’Aia le inflisse una pena di soli sei anni, di cui alcuni scontati in una struttura con comfort di lusso.
Dopo aver scontato la sua pena, Plavsic tornò in Serbia, dove continuò a promuovere le sue idee, rimanendo un personaggio divisivo nel contesto dei Balcani. La sua morte, avvenuta in un contesto di oblio per molti, ha riaperto il dibattito sulle responsabilità degli ex leader serbi durante il conflitto. Resta da vedere come la sua eredità sarà valutata in un’area segnata da divisioni etniche e tensioni residue, che sorgono dalle cicatrici del passato.
Negli ultimi anni, il suo nome è stato spesso associato a corruzione e inganno, mentre i tentativi di riabilitazione da parte di alcuni esponenti del nazionalismo serbo hanno suscitato polemiche. La morte di Plavsic offre un’opportunità per riflettere sulla complessità della memoria storica e su come le figure come lei influenzino le narrazioni nazionali in Serbia e oltre.