Roma, 2 ottobre 2026 – Venerdì nero per trasporti, scuola e sanità con lo sciopero generale in Italia. Diverse categorie professionali, tra cui i metalmeccanici e i marittimi, hanno aderito all’iniziativa. I servizi essenziali resteranno garantiti, ma il settore pubblico e privato subirà notevoli disagi. La fascia più critica si prevede tra le ore 11:00 e le ore 14:00 per il trasporto ferroviario, riporta Attuale.
I disagi interesseranno l’intera giornata scolastica, coinvolgendo il personale docente, educativo e Ata di ogni ordine e grado.
I servizi pubblici, le strutture sanitarie e le Asl saranno a rischio per 24 ore, benché rimangano garantiti i servizi minimi essenziali, come le prestazioni d’urgenza e la medicina di pronto soccorso.
La protesta è stata indetta dalla Confederazione sindacale lavoratori europei (Csle) con l’adesione del sindacato Fi-SI, in risposta al caro vita, evidenziando l’aumento del costo del gasolio e i prezzi in generale, oltre alla stagnazione salariale. I lavoratori chiedono interventi concreti da parte del governo e della comunicà europea.
Ottobre si preannuncia come un mese di mobilitazioni, con richieste che mirano a un’effettiva indipendenza energetica e politiche favorevoli alla crescita e alla competitività delle imprese.
Gli altri scioperi di ottobre
Altre due date da segnare sul calendario: il 30 ottobre, quando si svolgerà un ulteriore sciopero generale, e il 16 ottobre, giorno dedicato alla mobilitazione nazionale di settore, che comporterà disagi per tutte le categorie pubbliche e private, con alcune eccezioni.
Lo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato da Usi Cit, coinvolgerà tutte le categorie, compresa la scuola, ma escluderà i trasporti, ed è stato indetto contro la guerra e le spese militari. Anche il 16 ottobre sarà interessato dallo sciopero nazionale per tutto il personale docente, dirigente e Ata, proclamato da Sisa per la giornata intera. Le principali motivazioni riguardano il salario, con richieste di un incremento del 20% per compensare l’inflazione, e la questione del lavoro precario.