Morte di Alex Zanardi, il campione italiano di automobilismo e paraciclismo a 59 anni

02.05.2026 12:15
Morte di Alex Zanardi, il campione italiano di automobilismo e paraciclismo a 59 anni

Bologna, 2 maggio 2026 – Alessandro Zanardi è deceduto in una clinica specializzata di Padova poco dopo le 22.30 di ieri 1° maggio a 59 anni. L’ex pilota di automobilismo e atleta paralimpico, nato a Bologna il 23 ottobre del 1966, aveva subito un drammatico incidente il 19 giugno 2020 sulla Statale 146 a Pienza, in Toscana, durante una staffetta di beneficenza in handbike, riporta Attuale.

Sei anni di lotta estrema

Quasi 6 anni contraddistinti da un silenzio assoluto sulle sue condizioni di salute, segnati da interventi chirurgici, ricoveri in terapia intensiva, un mese di coma farmacologico e degenze a Lecco, al San Raffaele di Milano e nel nosocomio di Padova, interrotte solo da un periodo di recupero a casa nel 2021. Una fitta e protettiva coltre di silenzio mantenuta dalla moglie Daniela e dal figlio Niccolò, che si è conclusa tragicamente con la sua morte avvenuta dopo complicazioni avvenute nella notte.

La velocità nel dna: storia di un campione

Zanardi, il cui trasferimento a Castel Maggiore avvenne in giovane età, ha vissuto la sua vita sulla cresta dell’onda, caratterizzata dalla passione per la velocità nonostante la prematura perdita nel 1979 della sorella maggiore Cristina in un incidente stradale. Iniziò a correre con un kart all’età di 14 anni, ricevendo il suo primo mezzo dal padre Dino, e partecipò alla sua prima gara nel 1980 a Vado. Nonostante le difficoltà economiche, dette vita a una carriera che lo portò al debutto nella Formula 3 italiana nel 1988 con Dallara-Alfa Romeo, seguito dal salto in Formula 3000 e un test in Formula 1 nel 1991.

Il 1991 si rivelò un anno cruciale con il suo debutto in Formula 1 con la scuderia Jordan al Gran Premio di Spagna, dove sostituì Roberto Moreno. Seguirono esperienze con Minardi e Lotus, culminate in un sesto posto come miglior risultato in 44 partecipazioni. Il 1996 segnò una nuova direzione verso il campionato Cart, dove si affermò come pilota da battere grazie a due titoli consecutivi nel 1997 e 1998.

Il primo incidente nel 2001

Il ritorno in Formula 1 nel 1999 con Williams non portò ai risultati sperati, seguito da un anno sabbatico nel 2000. Il 15 settembre 2001, un incidente al Lausitzring, in Germania, cambiò radicalmente la sua vita: un violento scontro con un’altra vettura portò a un grave infortunio che richiese una doppia amputazione alle gambe e un lungo coma farmacologico. Durante la sua riabilitazione, fu supportato dal fidato amico, il dottor Claudio Marcello Costa.

Il ritorno in pista e la passione per l’handbike

Nel 2003, fece il suo ritorno in pista al Lausitzring, completando i giri restanti della gara del 2001 alla guida di un’auto adattata. Raggiunse successi nel Gran Turismo e nel Wtcc, evidenziando la sua resilienza. La sua passione per l’handbike si concretizzò nel 2007 con l’esordio a New York e il titolo italiano su strada nel 2010, seguito da un argento a cronometro ai Mondiali di Roskilde nel 2011.

Le medaglie paralimpiche, le Coppe del mondo, i successi

Nello stesso anno ottenne significativi risultati a New York e Roma, preparandosi agli storici successi paralimpici del 2012 a Londra, dove conquistò due ori e un argento. Gli straordinari successi continuarono nel 2016 a Rio, dove vinse due medaglie d’oro e un argento. Oltre alla carriera sportiva, Zanardi si dedicò anche alla conduzione della trasmissione sportiva “Sfide” per la Rai, dimostrando il suo impegno e la sua determinazione, lasciando un segno indelebile nel panorama sportivo italiano.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere