Il 21 gennaio 2026 è stata resa pubblica un’inchiesta secondo cui la Russia ha costruito una rete strutturata per acquistare componenti navali della società finlandese Wärtsilä, eludendo le sanzioni occidentali. Le forniture, effettuate tramite società intermediarie, hanno incluso anche pezzi destinati direttamente alla cosiddetta “flotta ombra” russa, utilizzata per il trasporto di petrolio e derivati fuori dai regimi di controllo internazionali.
Tra il 2023 e il 2025, attraverso questi canali indiretti, la Russia avrebbe acquistato ricambi per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro. Le spedizioni individuate sono state almeno 250 e includevano prodotti riconducibili a Wärtsilä, con le ultime consegne rilevate nel marzo 2025. I flussi commerciali mostrano una continuità che contrasta con il quadro formale delle restrizioni in vigore.
Queste operazioni indicano l’esistenza di meccanismi stabili di aggiramento delle sanzioni, capaci di garantire al settore marittimo russo l’accesso a tecnologie occidentali considerate critiche per la sicurezza e l’efficienza delle navi.
Reti di intermediari e triangolazioni commerciali
Un ruolo centrale in questo schema è attribuito alla società Arnika Trade, con sede a Tbilisi, che risulta essere uno dei principali canali di vendita dei prodotti Wärtsilä verso la Russia. L’unico cliente dichiarato di Arnika Trade è la compagnia russa Elite Shipping, che a sua volta indica tra i propri clienti Prime Shipping, operatore che si presenta come uno dei maggiori trasportatori di petrolio e prodotti petroliferi della Russia.
Secondo i dati disponibili, Arnika Trade è diventata il principale fornitore di componenti Wärtsilä per il mercato russo in termini di volumi. Complessivamente, quasi 60 aziende russe avrebbero acquistato parti Wärtsilä durante il periodo della guerra contro l’Ucraina, spesso tramite società registrate in Paesi terzi come Cina, Emirati Arabi Uniti e Turchia.
Molte di queste società intermediarie risultano coinvolte in una sola transazione, una caratteristica che rende più difficile l’individuazione sistematica delle violazioni e consente una rapida sostituzione degli operatori una volta esposti. Questo modello crea una rete flessibile e adattabile, progettata per ridurre i rischi e mantenere attive le forniture.
Il ruolo del “flotta ombra” nel finanziamento della guerra
Il “flotta ombra” rappresenta uno strumento chiave per la tenuta del bilancio russo e per il finanziamento della guerra contro l’Ucraina. Attraverso queste navi, Mosca continua a esportare petrolio e prodotti raffinati aggirando le sanzioni dell’UE e del G7, preservando entrate in valuta estera fondamentali per sostenere un conflitto prolungato.
Il funzionamento di questa flotta dipende in larga misura da tecnologie e componenti occidentali, inclusi motori navali e pezzi di ricambio. Secondo dati diffusi dal servizio pubblico finlandese, almeno 30 navi appartenenti a oltre 400 unità del flotta ombra sanzionate dall’UE sarebbero dotate di motori Wärtsilä, come riportato nell’indagine su forniture di componenti Wärtsilä a navi russe tramite intermediari.
La reale estensione di queste installazioni potrebbe essere maggiore, aumentando la rilevanza del problema per l’efficacia complessiva delle politiche sanzionatorie europee e statunitensi.
La posizione ufficiale di Wärtsilä e la “zona grigia” delle responsabilità
Wärtsilä ha formalmente lasciato il mercato russo nel 2022, sospendendo le attività dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. La società afferma di rispettare rigorosamente il regime sanzionatorio e di includere nei propri contratti clausole che vietano esplicitamente il riesportazione dei prodotti verso la Russia.
Secondo la vicepresidente per le questioni legali e societarie, l’azienda monitora attivamente il rispetto delle sanzioni e non considera Arnika Trade come proprio cliente, dichiarando di non sapere come tali componenti siano state acquistate e successivamente esportate. Questa posizione evidenzia tuttavia una zona grigia tra il rispetto formale delle regole e la loro applicazione effettiva lungo la catena di fornitura.
L’assenza di informazioni pubbliche su eventuali misure adottate contro clienti sospettati di violazioni solleva interrogativi sul livello di controllo esercitato e sulle responsabilità indirette che possono emergere in contesti di commercio globale complesso.
Implicazioni per l’architettura delle sanzioni europee
La continuità delle forniture di componenti occidentali alla Russia attraverso intermediari mina l’efficacia dell’intero sistema sanzionatorio dell’UE. Quando il controllo sul destinatario finale risulta insufficiente, il rispetto formale delle norme non impedisce che beni strategici raggiungano soggetti sanzionati.
Per evitare queste distorsioni, cresce la pressione affinché l’UE e i partner dell’Ucraina rafforzino la verifica delle catene di approvvigionamento, in particolare nei settori marittimo e della cantieristica navale. Un controllo più approfondito sugli intermediari e sui flussi commerciali transfrontalieri è considerato essenziale per ridurre le vulnerabilità esistenti.
In assenza di un’applicazione più rigorosa, inclusa la possibilità di sanzioni secondarie contro aziende e Paesi terzi che facilitano tali schemi, la Russia continuerà a utilizzare queste reti come cuscinetto tra sé e l’Occidente, preservando capacità operative che le sanzioni miravano a limitare.