Mostra in Russia celebra la “riunificazione” e il patrio intervento in Ucraina
All’ingresso del Museo di Storia Contemporanea di Mosca, la bigliettaia annuncia un’attesa maggiore per la giornata odierna: «Oggi avremo almeno duecento bambini». La mostra intitolata “Fari del mondo russo” è stata inaugurata per commemorare i tre anni dalla cosiddetta “riunificazione” con le province ucraine che formano l’antica Novorossia, in un contesto di continua conflittualità. «Questo evento rappresenta il momento cruciale della nostra lotta contro la distribuzione monopolare di influenza internazionale», ha dichiarato un rappresentante del museo, evidenziando la volontà della Russia di difendere i propri interessi e partecipare alla creazione di un nuovo ordine mondiale, riporta Attuale.
La mostra si presenta come un’opera di revisione storica, con pannelli che affermano che Donetsk, Lugansk, Kherson e Zhaporizhzhia «sono tornate nella loro culla natia». La prima sala è dedicata a Donetsk e include bacheche con i profili di figure storiche, tra cui Aleksej Stakhanov, un simbolo della glorificazione del lavoro sovietico.
I “fari”, ideati dall’architetto Aleksej Komov, promettono di diventare simboli monumentali della cultura russa nelle regioni occupate. Il maestro di una scolaresca coinvolge i ragazzi nella lettura delle didascalie, sottolineando il ruolo dei fari nel guidare gli “altri territori del mondo russo” verso casa.
Il padiglione centrale è dedicato alla “Grande Guerra Patriottica. Operazione Militare Speciale”, suggerendo una continuità tra la lotta contro il nazifascismo e l’attuale conflitto in Ucraina. I testi esprimono una narrativa che confonde liberazione e occupazione, presentando l’operazione russa come un’estensione della lotta per diritti e libertà.
Un’area della mostra è dedicata agli “eroi della lotta per i diritti degli abitanti del Donbass”, che include figure controverse come il presidente ceceno Ramzan Kadyrov e Artem Zhoga, noto per il suo ruolo nel Battaglione Sparta. La presentazione glorifica l’operazione militare con dipinti di soldati russi, culminando in immagini di eroi come Daria Dugina, uccisa in un attentato avvenuto a Mosca nel 2022.
L’elemento conclusivo presenta una grande stella rossa, simbolo di una nuova dottrina urbanistica, accostando la retorica russa contemporanea al passato sovietico. Sorprendentemente, l’Ucraina non viene mai menzionata direttamente nel contesto della mostra, che dà spazio solo a una narrativa unilaterale. In un paio d’ore si possono contare diversi gruppi di scolari che visitano l’evento, una dimostrazione di come tali esposizioni siano integrate nel programma educativo russo.