Nuovi attacchi navali tra Stati Uniti e Pasdaran nello stretto di Hormuz

10.09.2026 00:55
Nuovi attacchi navali tra Stati Uniti e Pasdaran nello stretto di Hormuz

Il regime iraniano ha intensificato le sue operazioni marittime, rivendicando colpi a due imbarcazioni americane, mentre Washington ha confermato attacchi contro cinque petroliere legate alla Repubblica Islamica. Questa escalation ha incluso anche il lancio di missili balistici contro basi statunitensi in Giordania, con la maggior parte degli attacchi intercettati dai sistemi Patriot. A seguito di questa spirale di violenza, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha avvertito che ogni tentativo dell’Iran di attaccare la marina americana porterà a perdite nel settore petrolifero, mentre le tensioni nell’area di Hormuz aumentano e il prezzo del petrolio supera i 100 dollari al barile, riporta Attuale.

Houthi, ultima risorsa tra i proxy di Teheran

Il primo ministro israeliano, Bibi Netanyahu, ha descritto il conflitto come «la guerra della rinascita», sottolineando che la fine della guerra è vicina, aggiungendo che «finirà subito dopo le elezioni americane di medio termine». I pasdaran iraniani stanno istituendo una nuova zona di sanzioni, rivendicando il controllo su parti del Mare di Oman e del Mar Arabico. Questa manovra mira a scuotere i mercati e mettere pressione sulla comunità internazionale, mentre gli Houthi si affermano come l’ultima risorsa per l’Iran, utilizzando le loro capacità militari per colpire le alleate dell’America. Questo comportamento ha portato a un incremento significativo di attacchi e contro-attacchi, inclusi i recenti raid aerei sauditi sulle province ribelli in Yemen.

L’Aiea deferisce l’Iran all’Onu

I pasdaran hanno affermato che sono disposti a rinegoziare solamente a condizione che vengano interrotti i bombardamenti e che le sanzioni siano revocate. Tuttavia, la risposta della comunità internazionale è stata negativa su molti dei punti avanzati da Teheran. Per la prima volta in vent’anni, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha deciso di deferire l’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, richiedendo ulteriori sanzioni. Questo mossa, nonostante l’assenza di una reale paura da parte del regime iraniano, potrebbe complicare ulteriormente la situazione economica, già gravata da enormi problemi.

Coinvolgere chi ha qualcosa da perdere

Con oltre sei mesi di conflitto e colloqui diretti fra Iran e Stati Uniti falliti, l’attenzione si sta rivolgendo verso strategie più ampie. Eyal Tsir Cohen, ex agente del Mossad e attuale analista, ha affermato che l’Iran è consapevole di non poter prevalere in una guerra convenzionale e sta puntando ad ampliare la coalizione di Paesi che potrebbero subire ripercussioni, trasformando il suo isolamento in un problema globale. Le tensioni non si limitano solo a Hormuz, ma si estendono anche al Mar Rosso e al Mediterraneo, mettendo in evidenza la complessità delle operazioni iraniane e il crescente rischio per la stabilità nella regione.

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