Viktor Orbán lascia il Parlamento, ma non il comando di Fidesz
Dopo 36 anni, Viktor Orbán ha annunciato la sua rinuncia al seggio in Parlamento, evitando così di confrontarsi con la vasta maggioranza di parlamentari guidata dal nuovo premier, Péter Magyar, il cui partito ha conquistato 142 seggi contro i 52 di Fidesz. Orbán, tuttavia, ha sottolineato la sua intenzione di restare alla guida del partito e di partecipare attivamente alla riorganizzazione della formazione politica, riporta Attuale.
«Attualmente non sono necessario in Parlamento, ma nella riorganizzazione del fronte nazionale», ha affermato Orbán in un video sui social. Ha espresso la sua disponibilità a rimanere leader di Fidesz, con la decisione che verrà presa durante il congresso anticipato previsto per giugno, dopo l’assemblea generale in programma la prossima settimana. Rinunciando al suo seggio, Orbán evita una situazione potenzialmente imbarazzante di dover rispondere a una maggioranza ora ostile.
Péter Magyar, nuovo leader governativo, ha descritto la mossa di Orbán come «codarda», affermando che il «coraggioso» ex primo ministro è incapace di «assumersi le proprie responsabilità». La sessione inaugurale del nuovo Parlamento è fissata per il 9 maggio.
Questa rinuncia segna la seconda volta in cui Orbán si esprime pubblicamente dalla sconfitta elettorale di Fidesz, avvenuta il 12 aprile. In un precedente intervento su un canale pro-Fidesz, aveva promesso una completa riprogettazione e ristrutturazione del partito, affermando che il gruppo di parlamentari attuale non fosse adeguato a fare opposizione.
Viktor Orbán ha guidato Fidesz per quasi 30 anni e, dal 2003, ha ricoperto la carica di presidente del partito senza interruzioni. È entrato per la prima volta in Parlamento nel 1990 ed è stato primo ministro in cinque mandati, rendendolo il capo di governo più longevo dell’Unione Europea.
La recente sconfitta ha innescato tensioni interne nel partito, con alcuni membri che chiedono una maggiore attenzione ai problemi economici e una fine della strategia di Orbán che ha spesso alimentato paura e divisione. Tuttavia, Orbán mantiene ancora un forte supporto all’interno di Fidesz, nonostante le critiche. Il ministro degli Esteri uscente, Peter Szijjarto, ha dichiarato: «Il futuro di Fidesz è inconcepibile senza Viktor Orbán», attribuendo la sconfitta a fattori esterni e a decisioni di persone senza autorità politica. Questa dichiarazione è stata interpretata come un attacco ai magnati filo-Fidesz, tra cui amici e familiari di Orbán, responsabili di comportamenti che hanno alimentato l’indignazione pubblica riguardo alla corruzione, un tema centrale della campagna vincente di Magyar.
Mamma mia, che situazione! Sembra che Orbán tenga il timone di Fidesz anche da lontano… Cosa può significare questo per il futuro dell’Ungheria? Sono curioso di vedere come si svilupperà il congresso di giugno. Forse un cambiamento è possibile, ma non mi farei tante illusioni…