Ostaggi di Hamas: il dramma silenzioso continua
Solo 20 ostaggi, degli 48 che mancano all’appello, sarebbero in vita. Le condizioni fisiche di chi è ancora in cattività sono critiche, con ogni giorno che potrebbe essere l’ultimo per molti di loro, riporta Attuale.
L’ultimo a vedere Matan Zangauker, 25 anni, è stato Edan Alexander, un altro ostaggio liberato a fine maggio. Secondo quanto riferito, Matan è ridotto a pelle e ossa, rifiutando cibo e parlando a malapena a causa di una malattia muscolare degenerativa. La sua sorte rimane incerta assieme a quella degli altri ostaggi, le cui foto sono diventate emblematiche della loro condizione disperata. Quarantotto uomini, vivi o morti, rappresentano il dramma di famiglie che ogni giorno sperano in un loro ritorno.
Il tempo è essenziale. Testimoni hanno confermato che anche un’ora può fare la differenza tra vita e morte. I video diffusi dai terroristi di Hamas mostrano Evyatar David, anch’egli ostaggio, in condizioni estremamente critiche, costretto a scavarsi una fossa sotto la luce di una torcia. Ciò provoca angoscia tra i familiari degli ostaggi, che temono per la loro sorte.
Tra gli ostaggi c’è anche il soldato Nimrod Cohen, 21 anni, catturato mentre difendeva la frontiera con Gaza. Le testimonianze parlano di torture, violenze e condizioni igieniche disastrose, un ambiente che ha portato alla comparsa di malattie. La famiglia di Nimrod spera ancora di riaverlo a casa, un pensiero costante per suo padre Yehuda, che non smette di pregare.
La presenza degli ostaggi dice ancora molto, le loro immagini possono essere viste ovunque, dai cartelloni nelle piazze ai volantini nelle strade, un continuo promemoria del dramma che vivono. A Tel Aviv, un orologio gigante segna il tempo in modo implacabile per i 48 sventurati: oggi siamo all’alba numero 735 della loro cattività. La società israeliana è quotidianamente ricordata della tragedia che li ha colpiti, un’eco della richiesta incessante di giustizia e salvezza.
Tra i nomi noti in questa lista disperata c’è anche l’attore David Cunio, 34 anni, insieme a fratelli gemelli e giovani ragazzi, alcuni dei quali mostrati in video mentre soffrono la fame. Tali scene di terrore e disperazioneraggiungono il pubblico, richiamando alla luce la brutalità della situazione. I famosi “giri” fuori dal tunnel hanno portato questi ostaggi a un confronto con una realtà che speravano di evitare, assistendo al rilascio dei loro compagni da lontano.