Paderno Dugnano, Riccardo Chiarioni condannato a vent’anni per l’omicidio della famiglia

27.06.2025 20:25
Paderno Dugnano, Riccardo Chiarioni condannato a vent'anni per l'omicidio della famiglia

Milano, 27 giugno 2025 – Il Tribunale dei minori di Milano ha inflitto una condanna di vent’anni di reclusione a Riccardo Chiarioni, il giovane di 17 anni (diventato maggiorenne di recente) che ha ucciso la madre, il padre e il fratellino di 12 anni infliggendo un totale di 108 coltellate nella notte del 31 agosto scorso a Paderno Dugnano. Durante questo periodo, i membri della famiglia, compresi i nonni, hanno costantemente sostenuto il ragazzo. Il giudice per le indagini preliminari ha escluso il vizio parziale di mente, nonostante una perizia psichiatrica avesse confermato tale condizione.

La richiesta della Procura

Questa mattina, la procura per i minorenni di Milano ha avanzato la richiesta di condanna per 20 anni di reclusione, l’equivalente massimo della pena di 30 anni, considerando la riduzione di un terzo per il rito abbreviato. Inoltre, la Procura ha sollecitato il riconoscimento di aggravanti significative, come la premeditazione per omicidio volontario pluriaggravato, che sarebbe prevalente rispetto alle attenuanti e alla semi-incapacità di intendere e volere.

La richiesta della difesa

Riccardo Chiarioni, attualmente in detenzione presso il carcere minorile di Firenze, è difeso dall’avvocato Amedeo Rizza, il quale ha chiesto di riconoscere un vizio totale di mente, chiedendo il proscioglimento o, alternativamente, una pena che tenga conto del vizio parziale e delle attenuanti.

La perizia della Procura: parzialmente incapace

Nella perizia psichiatrica, presentata il 14 marzo e firmata da Franco Martelli, si evidenziava che il ragazzo viveva tra realtà e “fantasia”, ambendo a rifugiarsi in un mondo fantastico che egli identificava come “immortalità”, convinto che per entrare in tale dimensione dovesse liberarsi di tutti i legami affettivi. Questa analisi fornisce una chiave d’interpretazione per la terribile strage, che non ha mai avuto un movente chiaro. Secondo il perito, Chiarioni era parzialmente incapace quando sterminò la sua famiglia, dopo una festa per il compleanno del padre.

La perizia della difesa: vizio totale di mente

Anche la difesa ha presentato un esperto, lo psichiatra Marco Mollica, il quale ha concluso che Riccardo presentava un disturbo psichico con vizio totale di mente. Recentemente, il Tribunale per i minorenni aveva deciso di avviare per il ragazzo un trattamento specifico all’interno di un percorso di recupero psicologico e psichiatrico.

La confessione

Volevo cancellare tutta la mia vita di prima“, ha dichiarato, esprimendo un “malessere” che lo affliggeva da tempo, acuitosi durante l’estate, e affermando di sentirsi “estraneo” rispetto al mondo. “Desideravo essere immortale, credendo che uccidendoli avrei potuto vivere liberamente”, ha aggiunto. “E’ stata la sera della festa che ho pensato di agire“, ha spiegato di fronte alla gip Laura Margherita Pietrasanta. Riporta Attuale.

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