Colpi di arma da fuoco contro un palestinese che tentava di scavalcare il muro tra Cisgiordania e Israele
Un palestinese di 33 anni è stato ferito a una gamba dai soldati israeliani mentre tentava di scavalcare il muro di dodici metri che separa la Cisgiordania dal territorio israeliano, un’azione considerata illegale. L’incidente è avvenuto domenica nei pressi di Gerusalemme Est e si colloca in un contesto di crescente tensione, riportano Attuale.
Negli ultimi due anni, in seguito agli attacchi di Hamas del 7 ottobre, il governo israeliano ha vietato l’ingresso a circa 100mila palestinesi della Cisgiordania che lavoravano in Israele, molti dei quali nel settore edile. Questo divieto, mai revocato, ha lasciato molti muratori palestinesi disoccupati e ha spinto alcuni a tentare di attraversare il muro nonostante i rischi.
Ahnmad Abu Ali, ricoverato presso l’ospedale Khalil Suleiman a Jenin, ha raccontato la sua esperienza dopo aver subito una frattura multipla alla gamba durante il tentativo di attraversamento. “Mia figlia ha quindici anni e quando mi chiede dieci shekel (due euro e mezzo) non so che cosa risponderle”, ha detto, sottolineando la sua intenzione di lavorare in pace e senza causare problemi. Mentre lavorava in Israele, Ahmad guadagnava tra i 500 e i 550 shekel al giorno, equivalente a circa 128-140 euro.
Le condizioni di sicurezza riguardanti il passaggio dalla Cisgiordania a Israele sono estremamente rigide, mentre il contrario avviene senza grandi difficoltà. Molti lavoratori palestinesi rischiano la vita per guadagnarsi da vivere, nascondendosi nei pressi dei cantieri. Se non vengono controllati, possono continuare a lavorare per lunghi periodi prima di rientrare nei territori palestinesi.
Gli investigatori israeliani sospettano che i due assalitori che l’8 settembre hanno aperto il fuoco a Gerusalemme Est, uccidendo sei persone, abbiano anch’essi tentato di passare oltre il muro per eludere i controlli. Ahmad ha tentato di scavalcare vicino a Qalandia, uno dei valichi più affollati, pagando un intermediario per un passaggio sicuro. Tuttavia, durante il tentativo di risalire, ha perso l’equilibrio ed è precipitato in territorio israeliano, dove è stato successivamente ferito dai soldati.
Un altro palestinese, Imad Alnemer, che ha assistito al drammatico evento, ha rischiato a sua volta la propria vita per salvare Ahmad, nascondendolo e aiutandolo a fuggire. I due uomini hanno anche affrontato la difficoltà di ricevere cure mediche, venendo rifiutati da una clinica e costretti a passare ore al checkpoint per ottenere assistenza. “Ero steso a terra, urlavo dal dolore”, ha ricordato Ahmad, rivelando l’angoscia della situazione.
L’esperienza di Imad mette in luce ulteriormente i rischi che i palestinesi affrontano nel tentativo di lavorare in Israele. “Se ti prendono a lavorare senza permesso rischi da uno a tre anni di carcere”, ha avvertito, evidenziando le conseguenze legali di una vita già segnata dalla precarietà economica e dalle restrizioni di movimento imposte dal conflitto in corso.