Papa Leone XIV si trasferisce nel palazzo apostolico, ma in appartamenti non convenzionali
Il Papa Leone XIV lascerà il palazzo del Santo Uffizio, dove ha abitato durante i primi mesi di pontificato, per trasferirsi nel palazzo apostolico accanto alla basilica di San Pietro. Tuttavia, non risiederà nel tradizionale appartamento del terzo piano, ma ha optato per stanze al piano superiore, i cosiddetti soffittoni, solitamente riservati a segretari e ospiti, una scelta che rappresenta una discontinuità rispetto ai suoi predecessori, riporta Attuale.
Le recenti ricostruzioni rivelano che la nuova camera da letto del Papa non affaccerà più su piazza San Pietro, ma su un muro laterale. L’appartamento del Papa comprenderà una piccola cucina, stanze per i due segretari, una cappella e un terrazzo, oltre a una piccola palestra.
Questa collocazione alternativa sembra motivata più da necessità pratiche che simboliche. Gli alloggi del terzo piano, solitamente utilizzati dai papi per benedire i fedeli domenicalmente, sono rimasti perlopiù inutilizzati durante il pontificato di Francesco e presentavano problemi di umidità. D’altra parte, il Papa ha impiegato le sale di rappresentanza del secondo piano per gli incontri ufficiali, evitando quelle private al terzo, a causa delle condizioni precarie degli ambienti.
Recentemente, il portavoce Matteo Bruni ha annunciato che sono stati completati i lavori di ristrutturazione allo studio privato del terzo piano, dove il Papa ha già ripreso a lavorare. Questa è solo l’ultima di una serie di ristrutturazioni che ha colpito gli appartamenti papali nel corso degli anni. Dopo l’elezione di Paolo VI nel 1963, gli interni furono ridisegnati, sostituendo arredi barocchi con stili più austere.
Con l’avanzare dei problemi di salute di Giovanni Paolo II, fu necessario aggiungere un piccolo ambulatorio nell’appartamento. Dopo la sua morte nel 2005, Benedetto XVI ristrutturò nuovamente l’appartamento per accogliere la sua vasta biblioteca. Tuttavia, le condizioni dell’appartamento erano già compromettere da perdite d’acqua e arredi datati, complicando ulteriormente i lavori di manutenzione.
Il palazzo apostolico, contrariamente a quanto può implicare il nome, non è un singolo edificio ma un complesso di strutture all’interno della Città del Vaticano, comprendente appartamenti papali, uffici curiali e cappelle. Gli spazi monumentali del palazzo hanno ispirato la scelta di Francesco di non risiedere qui, preferendo la Domus Sanctae Marthae, dove ha potuto mantenere una maggiore vicinanza alla gente e un’approccio più informale alla leadership.
La decisione di Francesco ha avuto ripercussioni politiche significative; la Domus è diventata un centro di attività diplomatiche informali, distanti dalle tradizionali pratiche curiali. Tuttavia, la scelta di Leone XIV di ritornare al palazzo apostolico porta una dimensione simbolica verso una tradizione più consolidata. Nonostante ciò, il suo appartamento avrà una vista diversa da quella offerta da Giovanni Paolo II, il che potrebbe rappresentare una separazione più netta tra vita privata e pubblica, enfatizzando un approccio comunicativo più sobrio.