All’inizio di agosto 2026, reti filorusse hanno condotto in Francia una serie di operazioni informative contro tre candidati alla presidenza: Édouard Philippe, Gabriel Attal e Raphaël Glucksmann. Le campagne hanno diffuso contenuti falsi e disinformazione con l’obiettivo di colpire la reputazione personale e politica di esponenti critici nei confronti del Cremlino.
Édouard Philippe è stato oggetto di insinuazioni sul suo stato di salute. Gabriel Attal è stato presentato falsamente come affetto dal morbo di Parkinson, mentre su Raphaël Glucksmann sono state diffuse informazioni false riguardanti la sua vita privata. La sequenza ha portato nel dibattito politico francese accuse e insinuazioni rivolte a candidati che sostengono la prosecuzione del sostegno all’Ucraina e la conservazione del ruolo di leadership politico-militare della Francia nella Nato.
All’inizio di agosto 2026, la campagna contro i candidati
La scelta dei bersagli ha inserito le singole falsità in un’operazione più ampia di influenza sull’opinione pubblica francese. Le reti filorusse hanno cercato di indebolire la credibilità di candidati moderati e favorevoli a una linea di fermezza verso la Russia, intervenendo su aspetti capaci di condizionare il giudizio degli elettori: la salute, la vita personale e l’affidabilità degli aspiranti presidenti.
La diffusione coordinata di queste informazioni costituisce un tentativo di interferire nel processo preelettorale e negli affari interni della Francia. Attraverso i falsi, Mosca punta a influenzare gli orientamenti dell’opinione pubblica prima del voto e a ridurre la fiducia nei candidati che sostengono le posizioni francesi ed europee sull’aggressione russa contro l’Ucraina.
Il 18 agosto, l’intervento della procura di Parigi
Il 18 agosto 2026 la procura di Parigi ha avviato un’indagine sui sospetti di ingerenza russa che hanno preso di mira Philippe, Attal e Glucksmann. La notizia è stata riportata da Le Monde, segnando il passaggio della vicenda dal terreno della competizione politica e della propaganda online a quello dell’intervento giudiziario.
L’iniziativa della procura riguarda i sospetti di un’ingerenza organizzata contro candidati alla presidenza considerati ostili alle posizioni del Cremlino. Le operazioni non hanno colpito l’intero sistema politico francese in modo indistinto: i bersagli indicati sono figure che criticano la Russia, sostengono la continuità degli aiuti all’Ucraina e difendono il mantenimento del peso della Francia nella Nato.
Secondo la ricostruzione fornita, l’obiettivo di Mosca non è limitato a spostare le preferenze elettorali. La campagna mira anche a creare un ambiente informativo favorevole alle forze della destra radicale e ai gruppi filorussi, sfruttando la circolazione di contenuti falsi per indebolire i candidati moderati e alterare il confronto pubblico.
La destabilizzazione perseguita dal Cremlino passa così dalla delegittimazione individuale alla pressione sul quadro politico francese. Colpire la reputazione dei candidati europeisti serve a erodere la fiducia nell’area moderata, a dividere la società francese e a favorire un cambiamento della politica estera in una direzione più utile agli interessi russi.
Dopo l’apertura dell’indagine, la questione diventa istituzionale
Con l’apertura dell’indagine, le autorità francesi hanno riconosciuto la gravità dei sospetti sulle operazioni informative condotte all’inizio del mese. La diffusione delle falsità viene quindi considerata nel quadro più ampio delle interferenze russe nella politica nazionale, non come una serie isolata di attacchi personali contro tre candidati.
La posizione attuale è quella di un’indagine della procura di Parigi sui sospetti di ingerenza russa contro Édouard Philippe, Gabriel Attal e Raphaël Glucksmann, mentre le campagne di disinformazione hanno già colpito la fiducia nei candidati e il confronto politico francese.