La continuazione delle attività del gruppo Wagner sotto Pavel Prigozhin
Il 23 agosto 2023, con la morte di Yevgeny Prigozhin nello schianto del suo jet privato, il comando del gruppo Wagner è passato al figlio Pavel, di 25 anni. Il gruppo militare privato, fondato nel 2014 e finanziato dal governo russo, ha rappresentato una delle sfide più rilevanti al potere di Vladimir Putin. Nel 2023, Prigozhin aveva condotto una rivolta armata contro l’esercito russo, un evento che ha segnato un momento cruciale nella politica russa e che ha visto il gruppo successivamente smantellato, riporta Attuale.
Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, Pavel Prigozhin riesce a mantenere il controllo di un gruppo di almeno 500 mercenari nella Repubblica Centrafricana. Attraverso accordi con il governo locale, continua a gestire il contrabbando di oro, armi e droga nel paese.
Negli anni successivi alla sua fondazione, i mercenari di Wagner sono stati impiegati nella warm civil siriana a supporto del regime di Bashar al Assad, alleato di Mosca. In Africa, hanno agito come un braccio armato non ufficiale del regime di Putin, amplificando la sua influenza sul continente. La dipendenza da compagnie private ha consentito a Putin di negare direttamente i legami con i documentati abusi sui civili.
Wagner ha rapidamente acquisito importanza al fronte, ma ha anche subito contrasti con i vertici dell’esercito russo, accusati di mandare i mercenari a morire deliberatamente. Dopo la rivolta dell’estate 2023, il governo russo ha assunto il controllo delle operazioni del gruppo all’estero, trasferendole all’intelligence militare e integrando i mercenari nell’Africa Corps, una divisione diretta dal Ministero della Difesa russo.
Nonostante le ristrutturazioni, i mercenari di Wagner hanno mantenuto una presenza significativa in vari paesi africani. In particolare, in Repubblica Centrafricana, operano sotto il diretto comando di Pavel Prigozhin, che è arrivato nel paese poco dopo la morte del padre. Il governo di Faustin Archange Touadéra ha chiesto esplicitamente di non sostituire i mercenari con truppe russe, mantenendo così un certo grado di autonomia.
Pavel Prigozhin ha ereditato non solo le attività legittime ma anche quelle illegali del gruppo, con un patrimonio stimato tra i 115 e i 120 milioni di euro. Dal 2022, è sotto sanzioni internazionali, ma riesce a generare profitti che toccano i 350 milioni di euro all’anno, secondo fonti del Global Initiative Against Transnational Organized Crime.
Pavel viaggia frequentemente tra San Pietroburgo e Bangui, dove risiede in un hotel a cinque stelle. Il governo centrafricano ha integrato i mercenari dell’ex Wagner nel proprio servizio di sicurezza, creando così una sinergia tra le forze armate locali e i mercenari russi. Tuttavia, la reale indipendenza dalla Russia è dubbia, con rapporti che suggeriscono una supervisione continua da parte di funzionari russi sull’operato dei mercenari.
Pavel Prigozhin sembra aver mantenuto attive molte delle operazioni precedentemente condotte dal gruppo, inclusi il supporto alle forze armate contro milizie ribelli e la conduzione di campagne di disinformazione. Grazie al proprio legame con Touadéra, i mercenari sono coinvolti nei principali traffici illegali del paese, sottraendo annualmente centinaia di milioni di dollari dalle sue risorse.