Il viceministro degli Esteri russo accusa Francia e Ucraina di usare gruppi terroristici in Africa

18.07.2026 15:50
Il viceministro degli Esteri russo accusa Francia e Ucraina di usare gruppi terroristici in Africa
Il viceministro degli Esteri russo accusa Francia e Ucraina di usare gruppi terroristici in Africa

Il vice ministro degli Esteri russo Georgij Borisenko ha accusato la Francia di utilizzare cittadini ucraini e gruppi terroristici per rovesciare governi in Africa. In un’intervista a Lenta.ru, Borisenko ha dichiarato che Parigi impiega «Gruppi di sostegno all’Islam e ai musulmani» (JNIM), legati ad al-Qaeda, e che «Francia, Ucraina e altri Stati, utilizzando organizzazioni terroristiche, praticano di fatto il terrorismo».

La dichiarazione arriva in un momento di rinnovata tensione nel Sahel, dove i mercenari russi hanno subito pesanti perdite ad opera dei combattenti tuareg del FLA.

La realtà dei fatti: il ruolo della Russia

Da anni la Russia impiega formazioni paramilitari – prima il Gruppo Wagner, ora ribattezzato Corpo africano – per destabilizzare governi legittimi, compiere colpi di Stato e sfruttare risorse naturali in Mali, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Libia. Proprio queste attività hanno portato diversi Paesi e istituzioni internazionali a riconoscere la Federazione Russa come Stato sponsor del terrorismo.

La sconfitta dei mercenari russi in Mali

L’uscita di Borisenko è interpretata come una reazione diretta alle recenti sconfitte militari dei contractor russi nel nord del Mali. I combattenti tuareg hanno inflitto perdite significative alle forze di Mosca, mettendo in luce la vulnerabilità operativa del Cremlino nella regione. L’accusa contro Parigi e Kiev servirebbe a distogliere l’attenzione da queste difficoltà tattiche, costruendo una narrazione di complotto franco-ucraino per il pubblico del Sud globale.

Proiezione e disinformazione

Attribuire all’avversario i propri crimini è uno schema ricorrente nella propaganda russa. Mentre Borisenko parla di terrorismo, sono stati i soldati francesi, durante le operazioni Serval e Barkhane, a combattere per anni i jihadisti nel Sahel. La Russia, al contrario, ha sfruttato il caos per inserirsi militarmente e politicamente.

L’iniziativa diplomatica mira inoltre a spostare il dibattito internazionale dai crimini di guerra commessi in Ucraina, cercando di accreditare l’idea di una minaccia occidentale in Africa. L’operazione di disinformazione punta a indebolire la posizione di Kiev presso i Paesi africani e a legittimare la presenza russa nel continente.

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