Pescara, 5 agosto 2025 – Niente cani sul mio taxi. Una turista non vedente si è trovata senza mezzi alla stazione di Pescara, insieme al compagno ipovedente e al loro cane guida, Dinka. La situazione che avrebbero dovuto affrontare per raggiungere la zona degli alberghi di Montesilvano, non distante dal capoluogo abruzzese, ha preso una piega drammatica sin dal primo giorno di vacanza, riporta Attuale.
La triste storia, riportata dalle pagine locali del Messaggero, riguarda Katia, giovane di origini portoghesi, residente in Emilia-Romagna, appena arrivata in treno a Pescara da Bologna con il suo cane guida.
In seguito alla sollevazione mediatica suscitata dall’episodio, i sindaci di Pescara e Montesilvano, Carlo Masci e Ottavio De Martinis, si sono incontrati con la coppia e il consorzio dei tassisti, porgendo le proprie scuse ufficiali. Katia ha dichiarato: “Scuse accettate. È stato un episodio isolato: ho ricevuto trattamenti cordiali e rispettosi ovunque io sia andata in Abruzzo con la mia cagnona”.
Cosa è successo
Dopo essere scesa dal treno e aver lasciato la stazione, Katia ha chiesto di salire su uno dei taxi disponibili. Tuttavia, avvicinandosi all’auto, le è stato negato l’accesso al taxi con il suo cane guida, Dinka, un Hovawart di cinque anni che Katia ha addestrato durante il lockdown. Questa negazione contrasta con le leggi che consentono alle persone non vedenti di viaggiare con il proprio cane sui mezzi pubblici, compresi i taxi.
La donna ha quindi contattato la polizia ferroviaria, che ha cercato di convincere il tassista ad accettare Dinka. Tuttavia, nonostante l’intervento degli agenti Polfer, la situazione non si è risolta, costringendo Katia a trovare un altro mezzo. La polizia locale ha registrato l’accaduto, e si prevede che verrà emessa una multa al tassista.
“Quello che è accaduto – spiega Claudio Ferrante, presidente di ‘Carrozzine determinate’ in un’intervista al Messaggero – non è solo un disguido, ma rappresenta una vera e propria discriminazione. Questo episodio evidenzia come l’inclusione sociale sia ancora una chimera in molte situazioni.”
Il racconto di Katia
“Quando il tassista ci ha detto di non poterci far salire, ho cercato di spiegargli con gentilezza che la legge sui cani guida è inequivocabile, ma lui non ha prestato attenzione ed è partito. Non sapendo come procedere, ho chiamato il 112, e nel frattempo è intervenuta la Polfer. Grazie al loro aiuto siamo riusciti a raggiungere l’hotel”, racconta Katia a Ansa, dicendo di essersi sentita “spiazzata”.
Le scuse ufficiali
Dopo le polemiche, le scuse ufficiali sono state rivolte a Katia e al compagno ipovedente che hanno subito il rifiuto di salire su un taxi a causa del cane guida. I sindaci di Pescara e Montesilvano, Carlo Masci e Ottavio De Martinis, hanno incontrato la coppia durante la mattinata, sottolineando che l’accaduto non riflette il vero spirito di Pescara e Montesilvano, che sono “città inclusive e sensibili a queste tematiche”.
Verso un bando per una licenza taxi dedicata
Insieme ai sindaci, erano presenti anche l’assessore alla Mobilità e Politiche sociali del comune di Pescara, Adelchi Sulpizio, il consigliere per le Politiche della disabilità di Montesilvano, Giuseppe Manganiello, e anche il direttore dell’hotel dove soggiornano i due turisti, Adriano Tocco, e il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, Claudio Ferrante. Era presente anche Antonio Abbagnale, presidente di Cotape (Taxi Pescara).
Katia ha fatto notare che ha già vissuto episodi simili in altre località italiane. Oltre alle scuse formali, la coppia ha ricevuto anche quelle da parte del consorzio dei taxi. Durante il meeting, Masci ha menzionato che, in collaborazione con il consorzio, si sta progettando un bando per una licenza taxi dedicata al trasporto di persone con disabilità.