Péter Magyar presenta a Sestri il film «Decisivo per la vittoria» al Riviera International Film Festival

06.05.2026 08:55
Péter Magyar presenta a Sestri il film «Decisivo per la vittoria» al Riviera International Film Festival

Péter Magyar al Riviera International Film Festival: una vittoria contro Orbán

DALLA NOSTRA INVIATA
SESTRI LEVANTE – Contro ogni previsione, è arrivato il sole a dare il benvenuto a Péter Magyar nella sua prima visita in Italia da premier in pectore. Non Roma, ma Sestri Levante, in Liguria, è la destinazione dell’uomo che ha rovesciato il sistema Orbán dall’interno in neanche due anni. Qui, ieri, il documentario sulla sua fulminante ascesa, intitolato Spring Wind, ha aperto il Riviera International Film Festival. Al suo fianco il regista Yvan Topolánszky, legato a questo festival, che l’ha premiato nel 2019. Magyar ha riconosciuto un grande merito alla sua collaborazione per la vittoria nelle elezioni: «Questo film è stato decisivo. Nel weekend di Pasqua, quello prima del voto, era disponibile su YouTube e ha ottenuto 3,3 milioni di visualizzazioni, tanti quanti i nostri voti, ma quando siamo partiti non lo sapevamo» riporta Attuale.

Un film che ha ispirato: se un film viene visto da un terzo della popolazione prima del voto, non è più soltanto un film, ma non può essere liquidato come semplice propaganda. Topolánszky è riuscito a insinuarsi nelle pieghe della vita pubblica e privata di Magyar, documentando il passaggio da personaggio quasi sconosciuto a leader capace di risvegliare un popolo. Le telecamere lo hanno seguito per più di un anno, rivelando decisioni, dubbi e rivelazioni. Nel film, Magyar menziona il divano del soggiorno come il luogo dove l’ex moglie, Judit Varga, gli avrebbe confessato che l’attuale governo era una «mafia». Ieri, esprimendo curiosità per la reazione del pubblico straniero, ha sottolineato: «in questi due anni ho menzionato più volte due italiani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Combattevamo contro la mafia, contro la mafia politico-economica, purtroppo non ci sono più, ma quello che hanno fatto resta».

Un premier rilassato sul red carpet: nonostante l’abito scuro da red carpet, Magyar appare rilassato in questa prima mondiale al di fuori dell’Ungheria. Sotto braccio ha il figlio più piccolo, Miklós, 11 anni, che viene ricordato nel film insieme ai due fratelli. Le prime parole sul palco del festival sono per lui: «Sono grato di averlo potuto portare con me qui». Tra uno spostamento e l’altro, parla spesso dei suoi ragazzi: uno è in ospedale per un infortunio calcistico e non potrà essere presente; un altro, ripetendo frasi sentite, gli ha chiesto se era «un traditore», un momento che gli ha fatto particolarmente male.

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