Critiche dell’esercito israeliano al documentario NAZA sul conflitto di Gaza
Giovedì, l’esercito israeliano ha diffuso un documento di dieci pagine per contestare il documentario NAZA, che affronta il sistema automatizzato attraverso cui i membri dell’esercito hanno ucciso decine di migliaia di civili palestinesi nella Striscia di Gaza negli ultimi tre anni. Nel documento, si accusano i registi Yuval Abraham e Rachel Szor di aver diffuso notizie false e infamanti riguardo all’operato del governo israeliano, riporta Attuale.
L’esercito ha cercato di respingere le accuse presentate nel documentario, dichiarando di operare seguendo direttive chiare per distinguere tra militari e civili non coinvolti. In particolare, hanno definito infondata la principale accusa secondo cui avrebbero pianificato e realizzato attacchi a Gaza prevedendo la morte di 500 civili.
NAZA ha guadagnato attenzione internazionale, vincendo il Premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e suscitando una reazione violenta in Israele. Il film si basa su testimonianze anonime di 24 soldati e membri dell’intelligence israeliana, descrivendo la normalizzazione dei massacri avvenuti nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023, data in cui Hamas ha ucciso 1.200 persone, perlopiù civili, in territorio israeliano. Il termine NAZA è un acronimo derivante dall’espressione ebraica nezek agavi, che significa ‘danno collaterale’.