Piazze in subbuglio, Gabrielli avverte: “La rabbia resta sotto la cenere”

26.10.2026 02:15
Piazze in subbuglio, Gabrielli avverte: "La rabbia resta sotto la cenere"

Rivolte in Italia: l’intervento delle forze dell’ordine e la richiesta di dialogo dei sindaci

Roma, 26 ottobre 2026 – Una risposta inedita a un meccanismo inedito. Questo ha rappresentato l’enorme lavoro svolto dagli uomini della Digos e della Postale, coordinati dal Viminale, che ha portato sabato al fermo chirurgico di Youssef Siher. Monitorare per cercare di capire è il mantra che in queste ore anima gli uomini delle forze di polizia e dell’intelligence, chiamati a muoversi sui terreni fluidi dei social e delle chat criptate, dove le rivolte hanno trovato l’humus ideale in cui svilupparsi. Da oggi questa analisi sarà ancora più capillare. L’attenzione del ministero dell’Interno è alta e, se necessario, ci sarà lo stesso spiegamento di forze messo in campo nelle scorse ore, per scongiurare violenze che esulano dal legittimo diritto a manifestare, riporta Attuale.

Lo stesso Piantedosi è stato netto nelle scorse ore. “Soprattutto nei confronti dei più giovani, il messaggio deve arrivare forte e chiaro: la libertà di manifestare è un diritto prezioso garantito dalla nostra Costituzione ma chi ne fa scempio e spreco, scegliendo la strada dell’illegalità e della violenza, poi se ne assume la responsabilità e ne risponde all’autorità giudiziaria”, ha scandito il ministro. E mentre le piazze fanno la conta dei danni – 36 i feriti tra le forze dell’ordine (polizia, carabinieri e guardia di finanza) negli scontri –, nove sindaci di centrosinistra chiedono “un confronto urgente con il Governo” in merito alle proteste che infiammano il Paese. “Il costo della vita, della casa, dell’energia e dei trasporti sta mettendo sotto pressione famiglie, lavoratori e imprese in tutta Italia da Nord a Sud, come in molti Paesi europei – sottolineano i primi cittadini di Roma Roberto Gualtieri, di Firenze Sara Funaro, di Bari Vito Leccese, di Bologna Matteo Lepore, di Torino Stefano Lo Russo, di Napoli Gaetano Manfredi, di Milano Beppe Sala, di Genova Silvia Salis e di Cagliari Massimo Zedda –. I comportamenti violenti sono inaccettabili e li condanniamo con fermezza. Ma la risposta duratura passa dall’economia: potere d’acquisto, lavoro, servizi essenziali“.

I numeri non raccontano il terrore delle cariche, le botteghe sbarrate o le disdette nei locali. Da Torino, con l’effigie di Giorgia Meloni in fiamme, gli scontri e i manganelli, passando per Milano, base dell’anima del Movimento e le vetrine del lusso blindate, fino a Bologna, col negozio Nike saccheggiato e i 50mila euro di danni al cantiere per il tram; c’è poi la Firenze dei commercianti coraggiosi del Ponte Vecchio e la Capitale, con le sue immagini del Colosseo violato. Un simbolo da espugnare.

Sono proprio i numeri, però, che stanno alla base della presa di posizione dei penalisti italiani e dell’ex capo della polizia, Franco Gabrielli su quanto oggi sta accadendo. Oltre quattromila identificati, quasi quattrocento fermi, tra cui un centinaio di minorenni, 250 perquisizioni in 24 ore, arresti e denunce che hanno portato Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, a parlare di “volontà di innalzare il livello della risposta repressiva”. Una reazione a fenomeni “devianti” – insiste l’Ucpi – che “deve essere proporzionata e in questo caso vediamo che c’è piuttosto una risposta di tipo simbolica per mostrare la muscolarità da parte del governo”. Rincara la dose Franco Gabrielli: “C’è un punto che nessuna propaganda può cancellare: individuare un incendiario non elimina il materiale infiammabile del disagio e della rabbia giovanile. Quel terreno richiede presenza delle istituzioni, ascolto, opportunità e responsabilità politica. Scambiare un successo investigativo per la soluzione del problema è un’illusione irresponsabile. E mentre qualcuno celebra, le condizioni per fatti più gravi possono continuare a crescere”.

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