Pil: Incertezza nell’area euro. Wind Tre conferma la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.

20.06.2025 16:35
Pil: Incertezza nell'area euro. Wind Tre conferma la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.

Il Bollettino economico recentemente diffuso dalla Banca Centrale Europea evidenzia che lo scenario macroeconomico dell’Eurozona è caratterizzato da incertezze globali e tensioni commerciali, sebbene emergano segnali di resilienza e potenziali elementi di crescita a medio termine, riporta Attuale.

Crescita limitata nel breve termine, previsioni riviste al ribasso per il 2026

La Bce stima per il 2025 una crescita del PIL dell’Eurozona dello 0,9%, riducendo le previsioni per il 2026 all’1,1%, in calo rispetto all’1,3% indicato in precedenza. Per il 2027 ci si attende una leggera accelerazione fino all’1,3%. Nel breve periodo, l’attività economica appare vulnerabile: il settore manifatturiero sta beneficiando di un incremento temporaneo delle esportazioni legato ai cambiamenti tariffari, mentre il settore dei servizi mostra segni di rallentamento. L’inasprimento delle tensioni commerciali e il rafforzamento dell’euro incidono negativamente su investimenti ed esportazioni, unitamente all’incertezza globale che frena la crescita.

Aumento dell’occupazione in Italia come segnale positivo

Malgrado un contesto economico fragile, la Bce individua elementi di stabilità. Il mercato del lavoro continua a mostrare performance positive: nel primo trimestre del 2025, l’occupazione è aumentata dello 0,3%, grazie a Italia e Spagna, mantenendo il tasso di disoccupazione stabile al 6,2%. I redditi reali sono cresciuti, i bilanci di famiglie e imprese restano solidi e le condizioni di finanziamento beneficiano dei recenti abbassamenti dei tassi di interesse.

Difesa e infrastrutture come motori di crescita

Un argomento chiave del Bollettino è l’incremento della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, che la Bce considera fondamentale per stimolare gli investimenti nel medio periodo. Circa la metà delle aziende industriali e un quinto delle aziende di servizi prevedono effetti positivi, diretti o indiretti, dai suddetti investimenti. L’Eurotower sottolinea l’importanza di accompagnare tali stanziamenti con riforme strutturali per aumentare produttività e competitività.

Inflazione sotto controllo, ma attenzione ai salari

Riguardo all’andamento dei prezzi, le proiezioni prevedono un’inflazione in linea con l’obiettivo del 2% nel 2025 e nel 2027, con una leggera diminuzione nel 2026 (1,6%). La componente di fondo è prevista al 2,4% nel 2025 e all’1,9% nei due anni successivi. Le stime sono state riviste al ribasso rispetto a marzo, grazie a un abbassamento dei prezzi dell’energia e all’apprezzamento della valuta europea. La crescita salariale mostra segni di rallentamento e secondo le previsioni scenderà sotto il 3% nel biennio 2026-2027.

Politica monetaria cauta e basata sui dati

La Bce mantiene un approccio orientato ai dati per decidere la propria politica monetaria, evitando di predefinire percorsi per i tassi d’interesse. Il Consiglio direttivo è pronto a utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per mantenere la stabilità dei prezzi e garantire un’efficace trasmissione monetaria.

Finanza pubblica: deficit stabile, ma in aumento nel 2027

Il deficit dell’Eurozona è previsto al 3,1% del PIL nel 2025, salendo al 3,5% nel 2027 a causa dell’aumento delle spese legate alla difesa. Undici Stati membri hanno già richiesto l’attivazione della clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità per affrontare questa nuova fase. Il debito pubblico è atteso in aumento oltre il 90% del PIL.

Incertezze globali, ma opportunità di ripresa

Il quadro fornito dalla Bce mostra un’Eurozona in una situazione di equilibrio tra fragilità economica e possibilità di ripresa, sostenuta da politiche fiscali mirate e da una moderazione dell’inflazione. La strategia della Bce continua a concentrarsi sulla cautela e la flessibilità in un contesto internazionale, richiedendo decisioni rapide, ma ben calibrate per rafforzare la competitività e la stabilità dell’economia europea.

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