Proteste pro Palestina: il Viminale intensifica le misure di sicurezza per i cortei da Roma a Bologna

07.10.2026 06:45
Proteste pro Palestina: il Viminale intensifica le misure di sicurezza per i cortei da Roma a Bologna

Massima allerta per i cortei pro-Palestina in Italia: iniziative commemorative e misure di sicurezza rafforzate

L’attenzione del Viminale è massima sui cortei Pro Pal di oggi, in programma da Roma a Bologna, a tre anni dal massacro del 7 ottobre in Israele. Al contempo, il ministero degli Interni punta ad assicurare il pacifico svolgimento delle iniziative di commemorazione delle vittime. Da qui la decisione, assunta dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di rafforzare i dispositivi di sicurezza, riporta Attuale.

Un antipasto di quello che potrebbe accadere in queste ore si è avuto ieri, in tono minore, alla Scuola Sant’Anna di Pisa. In occasione del conferimento del diploma di Philosophiae Doctor honoris causa in ‘Human Rights, Global Politics and International Studies’ al patriarca Latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, i collettivi studenteschi hanno contestato la presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Nel mirino anche le politiche della governance accademica, accusata di dirottare fondi verso la filiera bellica.

“L’esaltazione di una figura di pace e dialogo come il cardinale Pizzaballa, nasconde il ruolo attivo della governance e di alcuni istituti di ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, così come del governo italiano – era stato il messaggio alla vigilia della rete di allievi e ricercatori ‘Sant’Anna for Palestine’ –, all’interno del complesso tecno-industriale che permette sempre più guerre e crimini”. In questo contesto carico di tensioni, Pizzaballa nel suo intervento sulla Terra Santa non si è tirato indietro. “Una parola pubblica responsabile deve saper nominare le ingiustizie, gli atti di violenza e gli abusi”, ha scandito il patriarca per il quale “le ingiustizie vanno chiamate per nome, anche quando questo disturba le nostre appartenenze o i nostri interessi”.

Sotto la lente d’ingrandimento del Viminale finiscono oggi i luoghi riconducibili a Israele e alla cultura ebraica, come il Ghetto di Roma. A Milano, l’attenzione è rivolta al flash-mob che si terrà in piazza della Scala. Con 1.200 pietre bianche verrà composta la scritta ‘7 Ottobre’, mentre 1.200 rose bianche saranno sparse sul selciato, in ricordo delle vittime (1.200). Quanto alle proteste, a Torino la Rete per Gaza ha promosso per oggi un dibattito ‘Tre anni di genocidio, tre anni di resistenza’, in agenda al Campus Einaudi, una delle sedi dell’università. La rettrice Cristina Prandi ha precisato che l’iniziativa “non coinvolge in alcun modo l’ateneo”.

A Bologna, i Giovani Palestinesi organizzano, invece, un evento non autorizzato negli spazi dell’Alma Mater. Nessuna commemorazione delle vittime della strage, ma la considerazione del massacro come “un’azione di resistenza”. Stesso linguaggio dell’iniziativa dello scorso anno che sfociò in disordini e scontri in centro. “Manifestare per la popolazione palestinese è legittimo – chiarisce la senatrice Pd, Sandra Zampa –, così come criticare anche duramente il governo israeliano. Non lo è celebrare la violenza, giustificare il terrorismo o trasformare gli autori delle stragi in figure assimilabili agli eroi dell’antifascismo e della Resistenza”.

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