Putin cerca di mantenere l’equilibrio con gli Usa attraverso i suoi emissari per Trump

07.09.2026 07:25
Putin cerca di mantenere l'equilibrio con gli Usa attraverso i suoi emissari per Trump

Le recenti dichiarazioni da parte dei principali notiziari russi evidenziano un chiaro disincanto nei confronti delle missioni diplomatiche inviate dagli Stati Uniti in Russia. Quando viene fatto riferimento a un «foro nella ciambella» nei media statali, il messaggio inviato è inequivocabile: il fallimento delle negoziazioni è completo. Questo chiarimento serve a consolare l’ego russo, evidenziando che sono gli americani ad avere bisogno della Russia, non viceversa, riporta Attuale.

«Troppo tardi»

Un editorialista esperto, Mikail Rostovskij, ha descritto come la recente conversazione tra Putin e gli emissari Trump, Jarod Kushner e Alexander Witkoff, non abbia prodotto risultati tangibili. Nonostante i toni amichevoli, le probabilità di un progresso nei negoziati sul conflitto ucraino sono minime. Rostovskij ha sottolineato che l’inaspettato rinnovato interesse di Trump per un confronto militare è legato alle imminenti elezioni di medio termine negli Stati Uniti. La necessità di dimostrare risultati spinge Trump a cercare supporto in Russia, un paese in cui sembra trovarsi in una posizione subordinata.

Risposta di Putin: un ultimatum

Putin ha risposto con fermezza, affermando che il tempo per le concessioni da parte degli Stati Uniti è scaduto. Il canale Telegram «Nezygar» ha riportato che i leader americani e ucraini devono ora chiedere formalmente di sedersi al tavolo dei negoziati, mentre la Russia considera chiusa la possibilità di concessionare per il momento. A causa dei continui attacchi ucraini alle infrastrutture, il Cremlino appare riluttante a negoziare, ritenendo che qualsiasi trattativa debba ora partire da una posizione di forza, dato il cambio radicale della situazione sul campo di battaglia.

Le richieste di Putin

In questo contesto, Putin ha rilanciato le sue richieste, richiedendo garanzie per la sicurezza riguardanti l’allargamento della NATO e la denazificazione della leadership ucraina. Secondo fonti europee con sede a Mosca, il presidente russo è convinto che il processo di guerra sia ora irreversibile e che tutte le trattative dovranno includere il suo controllo sui territori del Donbass.

Il bisogno di equilibrio

Dopo questo scambio, resta da chiedersi quale sia il vero significato del protocollo diplomatico e del ricevimento dei delegati nel Salone Rosso del Cremlino. Non si tratta solo di etichetta, ma di un simbolo di potere e controllo. Putin, da ex agente del KGB, cerca costantemente un difficile equilibrio nei rapporti con gli Stati Uniti, utilizzando l’ego di Trump per alimentare la propria agenda internazionale. Le relazioni tra Russia, Iran e Cina continuano a essere complesse e strategiche, suggerendo che i negoziati sulla situazione ucraina potrebbero essere relegati a un secondo piano, mentre l’attenzione si sposterà verso il Medio Oriente.

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