I droni su Mosca non scalfiscono Putin. La prima regola dello zar: «Mai essere associato a qualunque tipo di fallimento»
Vladimir Putin si rifiuta di commentare gli attacchi di droni ucraini su Mosca, un evento che ha attirato l’attenzione globale e ha alimentato la percezione che la situazione stia cambiando a favore di Kiev, riporta Attuale. In un’intervista dopo un incontro con i laureandi della scuola militare al Cremlino, Putin ha enfatizzato che le sue forze armate stanno mantenendo la situazione sotto controllo al fronte, nonostante gli attacchi alle infrastrutture civili da parte ucraina, considerati da lui tentativi di destabilizzare la società russa.
La strategia di Putin, come ha evidenziato in precedenti occasioni, è quella di non essere associato in alcun modo a fallimenti, una regola elaborata da Gleb Pavlovsky, il dissidente diventato «tecnologo politico». Questo approccio lo ha portato, nel passato, a ritardare le sue apparizioni pubbliche in risposta a disastri tragici, come nel caso della tragedia del sommergibile Kursk nel 2000, quando 118 marinai persero la vita, e nel 2024, quando non si presentò dopo un attacco terroristico a Mosca che causò 150 morti.
Nel suo ultimo intervento, Putin ha minimizzato l’impatto degli attacchi sottolineando che «ciò che succede al fronte è la priorità», evidenziando che le sue forze continuano a colpire quotidianamente. Ha dichiarato: «I nostri ragazzi li stanno mettendo alle strette, su tutte le linee di contatto. Non c’è un solo posto dove sia il contrario. Questi droni, questi attacchi, a che servono? Solo a creare incertezza nelle azioni delle nostre Forze Armate». La sua retorica suggerisce una strategia di mobilitazione interna, contrastando le narrazioni pro-ukraino che circolano nei media internazionali.
Il disprezzo apparente verso questi eventi indica la volontà di Putin di mantenere una facciata di controllo, a dispetto delle crescenti difficoltà che il suo regime potrebbe dover affrontare. La tensione continua e la persistenza degli attacchi da parte di Kiev pongono interrogativi sul futuro delle operazioni militari russe e sulla stabilità interna del paese.