Operazione militare israeliana a Gaza: il controllo dell’esercito e la strategia adottata
Circa il 40% di Gaza City è attualmente sotto il controllo dell’esercito israeliano, con il bombardamento di edifici alti per limitare la visibilità delle forze nemiche. I soldati dell’IDF potrebbero permanere nella città per mesi, riporta Attuale.
Secondo le ultime dichiarazioni delle forze armate israeliane, considerando l’inizio dell’operazione di terra, l’IDF occupa il 40% della città, con i quartieri di Zeitoun, Al-Tuffah, Tal al-Hawa e il campo profughi di Ash Shati tra i più colpiti. A tre giorni dall’inizio offensivo, l’esercito ha dichiarato di aver condotto 800 attacchi aerei, impiegando centinaia di mezzi e decine di migliaia di soldati. Attualmente sono attive la 162ª e la 98ª divisione, con l’anticipazione dell’arrivo di una terza divisione, la 36ª. Sono stati richiamati circa 60.000 riservisti, oltre ai 70.000 già in servizio.
I “robot bomba”, veicoli blindati telecomandati carichi di esplosivo, vengono utilizzati per colpire presunti obiettivi di Hamas, un approccio che mira a minimizzare il rischio per le truppe israeliane. Questa tattica non è nuova e era stata applicata anche durante la guerra civile siriana. La strategia di utilizzare questi mezzi punta a causare una distruzione massiccia, aprendo la strada alle forze di terra.
La lentezza dell’operazione è stata motivata da tre fattori principali, secondo il generale di brigata Eran Ortal. Primo, la protezione degli ostaggi rappresenta una priorità. Secondo, la sicurezza delle forze militari, che necessitano di muoversi con cautela rispetto alle fasi precedenti del conflitto. Terzo, l’obiettivo è eliminare completamente la presenza di Hamas a Gaza City.
Ortal ipotizza che le forze israeliane possono rimanere nella città per diversi mesi, a meno che Hamas non accetti le condizioni israeliane. La strategia adottata si concentra sulla ricerca della posizione ideale per interrompere i combattimenti nel momento di un potenziale accordo di tregua.
La demolizione degli edifici alti di Gaza City viene giustificata dalla necessità di eliminare strutture utilizzate da Hamas per il combattimento. Questi edifici, preparati per la guerra, contengono attrezzature di sorveglianza e comunicazione, necessarie per le operazioni militari del gruppo terroristico.
Nei prossimi giorni, ci si aspetta un’escalation del conflitto, con Netanyahu intenzionato a forzare la resa di Hamas e la completa smilitarizzazione della Striscia, con speranze diffuse che la soluzione diplomatica possa comunque prevalere sulla violenza.