Intensificazione degli attacchi russi in Ucraina e incontri diplomatici a New York
KIEV – Un’escalation militare da parte di Vladimir Putin mira a costringere l’Ucraina a capitolare. Questa strategia, come riportato da Bloomberg citando fonti del Cremlino, si basa sulla convinzione che la Casa Bianca non interverrà. Secondo le fonti di Mosca, l’incontro in Alaska ha convinto Putin dell’assenza di intenzioni decisionali da parte di Donald Trump riguardo al conflitto. Da quel momento, le forze russe hanno intensificato gli attacchi contro obiettivi militari e civili in Ucraina, riporta Attuale.
Durante la notte fra venerdì e sabato, le sirene hanno ripreso a suonare in Ucraina, dopo un periodo di relativa calma. Quaranta missili e 580 droni hanno portato a tre morti e decine di feriti, colpendo in particolare la regione di Dnipro, ma anche Kiev, Khmelnytsky, Odessa, Mykolaiv e Chernihiv. “Ogni attacco di questo tipo non ha una motivazione militare, ma è parte di una strategia russa progettata per terrorizzare i civili e distruggere le nostre infrastrutture”, ha denunciato il presidente ucraino Zelensky sui social media. In risposta, Kiev ha colpito gli impianti energetici russi, conducendo raid su due raffinerie nelle regioni di Saratov e Samara.
Nel frattempo, i jet polacchi sono stati messi in allerta “massima” a seguito dell’aumento della tensione, specialmente in considerazione dello sconfinamento dei Mig russi in Estonia. Mosca ha negato di aver violato lo spazio aereo estone, ma la NATO ritiene che si tratti di una provocazione mirata di Putin, desideroso di mettere alla prova la reazione del mondo occidentale di fronte alla minaccia russa.
A New York, Zelensky incontrerà Trump a margine dell’Assemblea generale dell’Onu per cercare di ottenere impegni concreti sulle sanzioni contro Mosca. Il presidente ucraino intende anche chiarire quali garanzie di sicurezza gli Stati Uniti siano disposti a offrire in caso di accordo di pace, un’area di incertezza attuale da parte di Washington. Durante un incontro con i media a Kiev, Zelensky ha esortato gli alleati dell’Ucraina a “smetterla di perdere tempo”.
In un contesto simile, la rivista americana The Atlantic riporta che gli Stati Uniti starebbero silenziosamente sospendendo alcune vendite di armi all’Europa, tra cui i sistemi Patriot. Questa decisione sarebbe parte dell’agenda “America First”, con l’obiettivo di accumulare scorte di armi. L’attenzione è stata richiamata quando la Danimarca stava per concretizzare l’acquisto di un sistema di difesa aerea, accordo che ha visto i negoziatori americani e francesi impegnati. Tuttavia, il Pentagono ha manifestato improvvisamente disinteresse, con il vice segretario alla Difesa, Elbridge Colby, che ha espresso dubbi sul valore di tali vendite all’estero, secondo quanto riferito da due funzionari dell’amministrazione.