Referendum in Svizzera il 14 giugno per limitare la popolazione a 10 milioni entro il 2050

12.02.2026 09:55
Referendum in Svizzera il 14 giugno per limitare la popolazione a 10 milioni entro il 2050

Referendum in Svizzera sul Limite della Popolazione: Un Futuro Incerto

Il 14 giugno 2025, la Svizzera si prepara a votare su un referendum che propone di fissare un limite di 10 milioni di abitanti entro il 2050, mentre attualmente la popolazione è di circa 9,1 milioni. Questa proposta, inusuale e polarizzante, emerge in un contesto di crescente ostilità verso l’immigrazione, riportano Attuale.

Il referendum, frutto di un’iniziativa popolare che ha raccolto 100.000 firme in 18 mesi, è sostenuto dall’Unione Democratica di Centro (UDC), il principale partito di destra nel parlamento svizzero, noto per la sua dura opposizione all’immigrazione.

Se la proposta dovesse essere accettata, il governo sarà obbligato a far rispettare questo limite, sebbene i dettagli su come attuare questa misura siano vaghi. I sostenitori suggeriscono che ciò comporterebbe una revisione delle leggi sull’immigrazione, inclusi vincoli sul numero di richiedenti asilo e sul ricongiunimento familiare, nonché la rinegoziazione degli accordi di libera circolazione con l’Unione Europea, dalla quale la Svizzera è esclusa.

La Svizzera, con salari generalmente elevati e un’alta qualità della vita, ha visto un incremento della popolazione di circa il 25% dal 2000, attirando sia manodopera non specializzata che lavoratori qualificati. Attualmente, i residenti stranieri rappresentano il 27% della popolazione, una delle percentuali più alte in Europa. Quasi il 41% degli svizzeri sopra i 15 anni ha un background migratorio, evidenziando la diversità della società svizzera.

L’UDC sostiene che questa “esplosione demografica” stia causando un sovraccarico delle infrastrutture e contribuendo all’inquinamento, oltre ad aumentare il costo della vita. Recenti sondaggi indicano un supporto significativo da parte della popolazione per la limitazione dell’immigrazione, con un’indagine condotta a dicembre 2024 che ha rivelato come il 48% degli intervistati si dichiari favorevole alla proposta di ridurre la popolazione a 10 milioni.

Tuttavia, l’approvazione della proposta non è garantita: solo il 10% dei referendum di iniziativa popolare in Svizzera ha avuto esito positivo e storicamente il sostegno diminuisce avvicinandosi alla data del voto.

Contrari alla proposta, tanto il Consiglio federale svizzero quanto gran parte del parlamento avvertono che essa potrebbe compromettere la crescita economica e mettere a rischio trattati cruciali, inclusi quelli relativi alla libera circolazione di persone e beni con l’Unione Europea.

Economiesuisse, il principale gruppo di lobbying economico del paese, ha criticato duramente la proposta definendola una “iniziativa del caos”, sottolineando come le imprese svizzere dipendano fortemente dai lavoratori stranieri e che una loro riduzione possa portare a conseguenze negative, incluso il trasferimento di aziende all’estero. Inoltre, hanno evidenziato che i lavoratori stranieri contribuiscono più al sistema previdenziale di quanto ricevano in benefici, suggerendo che limitare l’immigrazione potrebbe danneggiare le misure sociali esistenti. Anche multinazionali con sede in Svizzera come Nestlé, Novartis e Roche hanno espresso preoccupazioni relative al referendum.

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