Ridotta a 15 anni la pena dell’ex primo ministro sudcoreano Han Duck-soo per legge marziale

07.05.2026 09:45
Ridotta a 15 anni la pena dell’ex primo ministro sudcoreano Han Duck-soo per legge marziale

Riduzione della pena per l’ex primo ministro Han Duck-soo in Corea del Sud

Una corte d’appello di Seul, in Corea del Sud, ha ridotto a 15 anni di carcere la pena per l’ex primo ministro Han Duck-soo, condannato per aver aiutato l’ex presidente Yoon Suk-yeol a instaurare un regime autoritario con l’imposizione della legge marziale nel dicembre del 2024, riporta Attuale.

A gennaio, Han era stato condannato in primo grado a 23 anni per falsa testimonianza e per aver prodotto documenti falsi, con l’obiettivo di legittimare il tentativo maldestro di Yoon, che fallì in poche ore e portò alla sua destituzione. Giovedì, i giudici della corte d’appello hanno ritenuto legittima gran parte delle accuse contro Han. Tuttavia, hanno tenuto in considerazione la sua carriera decennale nella pubblica amministrazione, dato che ha 76 anni, stabilendo che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che avesse partecipato attivamente al piano di Yoon per instaurare un regime autoritario dopo l’imposizione della legge marziale.

La sentenza di appello arriva in un momento in cui il paese sta affrontando profonde divisioni politiche e sociali, aggravate dalle manovre di Yoon, che ha suscitato forti reazioni sia nel paese che a livello internazionale. Alcuni osservatori ritengono che la riduzione della pena di Han possa riflettere una certa volontà di giungere a una riconciliazione politica, mentre altri sono preoccupati che possa minare ulteriormente la fiducia pubblica nelle istituzioni giudiziarie. Inoltre, l’esito del processo ha riacceso il dibattito sull’equilibrio dei poteri e sui diritti civili in Corea del Sud.

I funzionari governativi, nel tentativo di smorzare le polemiche, hanno ribadito il loro impegno nei confronti della democrazia e dello stato di diritto, pur riconoscendo le sfide che il paese deve affrontare. La decisione della corte appare come un tentativo di bilanciare giustizia e stabilità, ma la reazione dell’opinione pubblica rimane critica e attenta.

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