Riforma della giustizia, il Parlamento approva definitivamente: si va verso il referendum confermativo

30.10.2025 12:55
Riforma della giustizia, il Parlamento approva definitivamente: si va verso il referendum confermativo

Approvata la separazione delle carriere in magistratura: referendum confermativo in vista

Roma, 30 ottobre 2025 – Via libera definitivo alla legge costituzionale che introduce la separazione delle carriere in magistratura. Nel quarto e ultimo passaggio parlamentare, il Senato ha approvato con 112 voti favorevoli e 59 contrari (9 astenuti) la riforma della giustizia che modifica la Costituzione. Un percorso ‘netto’, visto che il testo originario, firmato da Giorgia Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, non ha subito nessuna modifica in Aula, riporta Attuale.

Il passo successivo, essendo mancata, come previsto dalla procedura, la prescritta maggioranza dei due terzi, sarà il referendum confermativo. Sia la maggioranza che l’opposizione hanno manifestato la volontà di avviare le procedure necessarie, che includono le firme di un quinto dei parlamentari di una Camera, 500mila elettori o la richiesta da parte di cinque Consigli regionali.

“Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini”, festeggia Meloni sui social. “Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo”.

Per il vicepremier Tajani, è stata “una giornata storica per l’Italia, una dedica a Silvio Berlusconi e a tutte le vittime di errori giudiziari”.

“Questo è l’inizio della fine,” commenta Nordio. “Il prossimo step sarà il referendum e mi auguro che venga mantenuto in termini razionali e non venga politicizzato”. Il ministro lancia un monito all’Associazione nazionale magistrati: “Per l’amor del cielo l’Anm non si aggreghi – come effettivamente ha già detto, ammesso e io lo ringrazio il presidente Parodi – a forze politiche per farne una specie di referendum pro o contro il governo. Questo sarebbe catastrofico per la politica, ma soprattutto per la stessa magistratura”.

In aggiornamento

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