Rischio regionali: trattativa nel Pd con De Luca per la sanità in Campania e conflitto Decaro-Boccia in Puglia

08.08.2025 02:55
Rischio regionali: trattativa nel Pd con De Luca per la sanità in Campania e conflitto Decaro-Boccia in Puglia

Roma, 8 agosto 2025 – “Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico”. Questa è stata infine la strategia adottata dalla segretaria del PD, Elly Schlein, nei confronti dei potenti locali. Tra i principali, si trovano i governatori di Campania e Puglia, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. De Luca ha ricevuto un compenso considerevole per il sostegno offerto al candidato 5 Stelle, Roberto Fico, mentre Emiliano continua a pesare sul futuro del candidato governatore Antonio Decaro.
La Schlein, che si è dimostrata tanto esperta quanto cauto, ha rapidamente abbracciato il celebre detto popolare associato a Giulio Cesare, rappresentato anche da Michael Corleone: “amici vicini, nemici ancora più vicini”. Le critiche interne al partito non si sono fatte attendere, tanto che alcuni membri la definiscono ormai una “dorotea” incline a compromessi.

Il caso Campania è diventato il centro delle polemiche tra i democratici. Nel contesto della regione, storicamente dominata dal temuto e chiacchierato De Luca, la segretaria ha firmato un accordo ritenuto sgradevole dai suoi sostenitori, non solo per le dinamiche familiari coinvolte. Grazie al suo appoggio a Fico, il governatore potrebbe ottenere uno o due posti da assessore, con la nomina di Fulvio Bonavitacola e Ettore Cinque, quest’ultimo responsabile del bilancio e delle risorse sanitarie. Quest’ultimo ricoprirebbe una posizione chiave in sanità. De Luca avrebbe inoltre l’intenzione di assumere lui stesso il ruolo di presidente del Consiglio regionale. Ma, soprattutto, il figlio Piero, deputato esponente dell’area riformista, avrebbe la possibilità di diventare segretario regionale, creando scompiglio sul territorio. È evidente che questa situazione si prospetta complessa e irta di ostacoli.

In Puglia, i veri protagonisti sono stati i sostenitori della Schlein, come il presidente dei senatori Francesco Boccia, il quale ha sostenuto le ambizioni di Emiliano, oscurando le speranza di Decaro. Emiliano aspira a una candidatura, oppure si metterà in gioco come assessore, mentre guarda alla possibilità di sedere in Senato nel 2027, nonostante le sue dichiarazioni di modestia. La sua presenza potrebbe attrarre voti, data la sua forte radicamento nel territorio, ma questo non fa altro che infastidire Decaro. Si vocifera che, in un incontro iniziale riguardante la successione, Boccia e i vertici pugliesi abbiano fatto capire a Emiliano di doversi ritirare, ma ciò non ha impedito a Decaro di provocarlo, chiedendo a Boccia di candidarsi nonostante le sue passate sconfitte primarie contro Nichi Vendola. Questi dinamismi evidenziano il favoritismo e le tensioni interne, con Decaro che sembra preferire il ruolo di governatore piuttosto che un posto marginale a Bruxelles.

Nel partito democratico, il governo è diventato l’unico obiettivo ritenuto fondamentale: “Non più un mezzo, ma un fine”, osserva qualcuno. In un contesto di declino della partecipazione elettorale ed erosione della militanza, il personale politico e coloro che vengono nominati costituiscono la spina dorsale per carriere personali e potere clientelare, essenziali per il consenso del partito. In tal senso, il PD non si discosta sostanzialmente dagli altri, nemmeno dai 5 Stelle, che Giuseppe Conte sta guidando verso un consolidamento del loro ruolo nelle istituzioni locali e nazionali.
Questo scenario complesso testimonia come, per il PD, mantenere il potere diventa l’unico obiettivo plausibile, a discapito di una visione più ampia e lungimirante, incidendo inevitabilmente sulle dinamiche future del partito, riporta Attuale.

1 Comments

  1. Mah, che dire… La Schlein sembra aver deciso di giocare a carte scoperte, ma con questi alleati non c’è da stare tranquilli. De Luca che si muove come un burattinaio in Campania… è tutto così squallido. E Emiliano? Un vero gradasso! Non basta dire “voglio il bene del partito”, se poi si cerca solo il potere personale. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta per il PD? Qui ci vogliono più ideali e meno giochi di palazzo!

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