Roberta Bruzzone indagata per stalking nei confronti di Elisabetta Sionis, coinvolti anche collaboratori

19.03.2026 11:35
Roberta Bruzzone indagata per stalking nei confronti di Elisabetta Sionis, coinvolti anche collaboratori

Roma, 19 marzo 2026 – La criminologa Roberta Bruzzone è indagata per stalking, la vittima è la collega, psicologa forense, Elisabetta Sionis. L’inchiesta è condotta dalla Procura di Cagliari, dove Sionis è giudice del tribunale dei minorenni. Nella chiusura delle indagini, il pm Gilberto Ganassi ha evidenziato che la persecuzione durava da anni e si manifestava attraverso allusioni sessuali, minacce, vessazioni e fotomontaggi diffusi sui social media, riporta Attuale.

Indagati anche i suoi collaboratori

Assieme alla criminologa, sono indagati i suoi collaboratori Monica Demma, Giovanni Langella e Marzia Mosca, nota anche come “Satanico”. Le prove includono trascrizioni delle chat del gruppo in cui si pianificava come perseguitare Sionis.

Un contrasto che risale al 2017

Le carte rivelano che i contrasti tra Bruzzone e Sionis sarebbero iniziati per motivi di lavoro nel 2017, in particolare durante il processo per la morte di Manuel Piredda e le ustioni della moglie, Valentina Pitzalis. Nel 2011, un incendio uccise Piredda e sfigurò Pitzalis. Secondo la versione ufficiale, il fuoco sarebbe stato appiccato da Piredda in un momento di follia, mentre la madre dell’uomo, Roberta Mamusa, contestò questa narrazione, supportata da Sionis. Anche quando la moglie, assistita da Bruzzone, fu assolta, le accuse della Mamusa e di Sionis continuarono, accompagnate da querele e controquerele.

Un collaboratore di Bruzzone già condannato per aver perseguitato Sionis

Inoltre, nel fascicolo che è stato trasmesso a Roma, Repubblica segnala l’esistenza di un precedente legato a Lucio Lipari, considerato un collaboratore di Bruzzone, già condannato a due anni per aver perseguitato Sionis, a cui ignoti avrebbero anche bruciato il gatto.

“Spero gli venga un bel malaccio e se la porti via”

Dalle chat emergono le strategie di Bruzzone e dei suoi collaboratori per denigrare Sionis. Langella affermava: “La Sionis è la sciagura peggiore che potesse capitarci e purtroppo non ce ne libereremo mai”. Bruzzone rispose: “Spero che un bel malaccio se la porti via”, mentre Demma aggiungeva: “È marcia d’invidia”, non risparmiando nemmeno la figlia minorenne del giudice sardo.

“Trolliamo un po’ Avesani?”

In aggiunta, l’inchiesta ha messo in luce che non solo Sionis era nel mirino di Bruzzone e dei suoi collaboratori; anche il neurologo veronese Mirko Avesani divenne un bersaglio di denunce. Mosca scriveva: “Trolliamo un po’ Avesani?”.

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