La ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha sollevato polemiche durante un convegno dell’Ucei, criticando l’antisemitismo riemergente in Italia e la mancanza di manifestazioni di massa a favore degli ostaggi. «Aprire una nuova pagina è compito nostro e vostro. Non c’è mai stata una manifestazione di massa, di piena partecipazione, a difesa degli ostaggi, per esempio», riporta Attuale.
Roccella ha denunciato il recente sfruttamento del termine genocidio in relazione al conflitto israelo-palestinese: «Il gusto con cui si usa la parola è davvero sconvolgente. Non si è fatto i conti fino in fondo con l’antisemitismo nel nostro Paese».
Roccella: «Gite ad Auschwitz usate per insegnare solo il fascismo»
Inoltre, ha criticato i viaggi di istruzione ad Auschwitz, affermando che si ritorna a un approccio che riduce l’antisemitismo al fascismo: «Le gite ad Auschwitz sono state un modo per ripetere che l’antisemitismo era una questione fascista e basta. Il problema era essere antifascista, non essere antisemita». Roccella ha sottolineato la necessità di affrontare l’antisemitismo attuale senza ridurlo a mera eredità storica.
L’attacco alle università
Roccella ha anche affrontato il tema delle università, in particolare l’Università di Bologna, che ha interrotto collaborazioni con Israele: «Le università sono state fra i peggiori luoghi di non-riflessione», ha affermato, suggerendo che dovrebbero essere spazi di riflessione e discussione critica piuttosto che di attivismo anti-israeliano.
Le critiche agli studenti: «Nessuna manifestazione per gli ostaggi»
La ministra ha accusato anche gli studenti che manifestano a favore della Palestina: «Non c’è mai stata una manifestazione di massa, di piena partecipazione, a difesa degli ostaggi». Roccella ha esortato gli studenti a identificare la crisi e a partecipare in modo più significativo alle questioni che la circondano.
La replica di Verducci: «Parole deliranti»
Le affermazioni della ministra hanno suscitato dure reazioni, in particolare quella del senatore Francesco Verducci. «Queste sono parole deliranti. Parole che negano in modo imbarazzante e pericoloso una verità storica incontrovertibile», ha dichiarato, sottolineando l’importanza della memoria storica riguardo all’Olocausto e alla Shoah. Verducci ha evidenziato che i viaggi ad Auschwitz sono un modo per onorare le vittime delle leggi razziali e che abbinare il ricordo a polemiche politiche è inaccettabile.
In conclusione, Verducci ha affermato che «è tutto veramente vergognoso» e che il dovere di ricordare e contrastare l’antisemitismo spetta a tutti noi. Queste tensioni continuano a caratterizzare il dibattito pubblico in Italia riguardo alla memoria storica e ai diritti umani.
Ma insomma, Roccella ha proprio toccato un tasto dolente. È vero che l’antisemitismo va affrontato con serietà, ma ridurre tutto a accuse politiche… non è forse un modo per distogliere l’attenzione dai veri problemi? E poi, che dire delle università, dovrebbero essere luoghi di libertà di pensiero, non? Una situazione un po’ assurda.