Referendum sulla giustizia: Ronzulli ottimista sul sì nonostante le polemiche
Senatrice Licia Ronzulli, Forza Italia, esprime grande ottimismo in merito al referendum sulla giustizia, affermando che “i cittadini stanno cogliendo il senso profondo della riforma”, riporta Attuale.
Ronzulli sottolinea l’importanza di garantire maggiore efficienza e trasparenza al sistema giuridico, rendendolo più giusto per i cittadini, le imprese e gli investitori stranieri. Se il referendum dovesse vittorioso il “no”, avverte, si rischierebbe di mantenere un sistema giuridico basato su logiche correntizie, in cui i magistrati che commettono errori non siano mai ritenuti responsabili.
Ha inoltre lanciato accuse contro l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), sostenendo che stia utilizzando il referendum per una battaglia politica, temendo di perdere potere e abusando del loro ruolo per fini personali e di carriera, il che danneggia i magistrati onesti.
Circa il supporto per il sì da parte di personaggi inaspettati come Augusto Barbera e Marco Minniti, Ronzulli afferma che “non è questione di sperare, ma di coerenza con le battaglie storiche”. Difendendo il proprio progetto, ha respinto le accuse di controllare la giustizia con l’Alta Corte e i due Consigli Superiori della Magistratura (Csm), definendole “propaganda strumentale”. Secondo lei, queste riforme possono rendere il sistema più indipendente e meno soggetto a influenze politiche.
Espressioni di necessità di una giustizia equa arrivano anche da imprenditori che, pur sostenendo la riforma, temono ritorsioni. Ronzulli ha sottolineato che la riforma è storicamente parte del DNA di Forza Italia e che è stata una priorità per la maggioranza di Governo.
Riguardo ai tanti processi di Silvio Berlusconi, ha affermato che con le nuove norme il caso del fondatore di Forza Italia sarebbe stato diverso. Ha poi ricordato l’importanza di creare un percorso liberale che risponda ai reali problemi delle persone, per rendere l’Italia un attore centrale nello scacchiere internazionale.
Infine, Ronzulli ha difeso la salute del suo partito, dichiarando che un dibattito interno è naturale, ma ridurre la discussione a una guerra tra fazioni “va contro la nostra storia”. Ha anche affrontato il tema delle nomine politiche, criticando le dispute tra alleati a mezzo stampa, considerandole poco dignitose per gli elettori.