Rubio riapre il conflitto diplomatico: “Trump è contrariato per l’Italia”

26.06.2026 06:45
Rubio riapre il conflitto diplomatico: "Trump è contrariato per l'Italia"

L’Italia affronta le pressioni di Washington dopo le dichiarazioni di Rubio su Trump

Non è finita. Nonostante l’ordine del governo di centrodestra di preservare le relazioni con gli Stati Uniti, il sospetto resta che gli attacchi da parte di Trump e del suo entourage continueranno. Le dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio hanno confermato tali preoccupazioni, dopo che l’esecutivo italiano ha affrontato già in mattinata il delicato dossier riguardante l’attacco americano-israeliano all’Iran. Questa situazione ha richiesto correzioni da parte del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha lodato il supporto italiano per le operazioni militari americane contro Teheran, menzionando 500 velivoli partiti dalle basi italiane. Le tensioni sono aumentate ulteriormente quando Rubio ha affermato che il presidente Trump “è molto contrariato” con l’Italia, pur affermando che “le nostre relazioni continuano senza ostacoli a tutti i livelli, incluso quello militare”, riporta Attuale.

Rubio, parlando con i giornalisti in Bahrein, ha inoltre ribadito la posizione di Trump: “L’Italia e altri Paesi europei, in un momento in cui stavamo affrontando una minaccia non solo per noi, ma soprattutto per l’Europa, non hanno fatto abbastanza. Non si sono impegnati”. Le affermazioni di Trump “su questo sono molto chiare, non dovrebbero sorprendere nessuno”, ha aggiunto Rubio, sicuro che “questi temi torneranno al vertice Nato” previsto per le prossime settimane. Il presidente americano si è anche impegnato in una campagna di comunicazione, trasformando la celebrazione per il 250° anniversario degli Stati Uniti in un comizio per promuovere la sua agenda contro “il nuovo comunismo”.

Il dibattito sulle basi americane in Italia continua a essere centrale nella politica interna, e le parole di Rutte, rilasciate a pochi giorni dall’incontro con Trump, sollevano interrogativi su possibili trappole diplomatiche. Non è passato inosservato che l’intervista fosse andata in onda su Fox News, noto per la sua vicinanza al movimento Maga. La premier Giorgia Meloni ha risposto parlando di una rappresentazione “entusiastica” e “semplicistica” di Rutte, accusandolo di aver mescolato informazioni in modo fuorviante.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha reagito con durezza, affermando di voler riferire in Aula. “Le parole ‘a caso’ del segretario generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia, stanno generando – ha dichiarato Crosetto – una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma potrebbero avere conseguenze più gravi a livello internazionale”. In risposta alle accuse dell’Iran, che ha descritto l’Italia come “complice”, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che “l’Italia non ha mai preso parte a iniziative militari e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi”.

Crosetto ha inoltre chiarito che il numero di voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 “è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in alcuni casi, persino inferiore”. Rutte ha successivamente riaffermato che “l’Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Stati Uniti, e nulla di più”. Tuttavia, l’opposizione non è soddisfatta: “Se gli aerei-cisterna hanno rifornito bombardieri su Teheran o i droni hanno sorvolato le basi dei pasdaran, possiamo davvero affermare che gli aerei decollati dall’Italia non partecipano attivamente alla guerra?”, si chiede Marco Grimaldi di Avs.

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