Salute mentale in Italia: chi sono i tecnici della riabilitazione psichiatrica

11.10.2026 16:25
Salute mentale in Italia: chi sono i tecnici della riabilitazione psichiatrica

Roma, 11 ottobre 2026 – I tecnici della riabilitazione psichiatrica sono professionisti che operano soprattutto nei Centri di salute mentale e nelle Rems, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, sostituendo i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari. “Dovremmo essere molto più presenti nei reparti ospedalieri”, observa Roberta Famulari, presidente della Commissione di albo nazionale per la categoria, riporta Attuale.

Questi professionisti hanno avuto un ruolo centrale nella settimana dedicata alla salute mentale, dal 5 al 10 ottobre, culminata nella giornata mondiale, che ha messo in evidenza il crescente problema della salute mentale a livello globale.

Tecnici riabilitazione

psichiatrica, chi sono

e cosa fanno

“La nostra professione sanitaria nasce con la riforma Basaglia, in un periodo in cui sono stati chiusi i manicomi e la cura è divenuta integrata nel territorio,” spiega la presidente Famulari. “L’ospedale non è più il centro, ma una parte del percorso di cura. Attualmente, il corso di laurea è triennale.”

La presidente chiarisce i compiti specifici: “Entriamo in contatto con la sofferenza psichica, con disturbi psicotici gravi come la schizofrenia. Le persone che incontriamo spesso non hanno mai avuto un riconoscimento della malattia, quindi si trovano solitamente non consapevoli del problema e riluttanti verso le cure. Molti vengono accompagnati da un familiare o segnalati, mentre raramente si rivolgono a noi per scelta personale, e quando ciò accade, spesso la patologia è già avanzata. Il tempismo è cruciale per la guarigione.”

I numeri del disagio mentale in Italia

Nel 2024, poco meno di 850mila persone sono state assistite dai servizi di salute mentale, con quasi 273mila al loro primo contatto con i Dipartimenti. Secondo un report di gennaio del Censis, 9 italiani su 10 ritengono fondamentale prevenire l’aggravamento delle problematiche di salute mentale.

Ma il malessere mentale è aumentato? “Possiamo dire che il malessere psichico e sociale è aumentato e potrebbe sfociare in malattie conclamate. È un dato che merita attenzione, soprattutto in relazione al disagio giovanile, che è palesemente in crescita. Gli atti di autolesionismo tra i ragazzi sono in aumento, associati all’uso di sostanze e alcol.

Malattia mentale

e autostigma

A questo punto, è essenziale considerare il concetto di stigma. “Il processo di recovery, o riequilibrio, non è ostacolato solo dalla società, ma anche da chi vive il problema,” sottolinea Famulari, evidenziando l’importanza di affrontare anche gli aspetti individuali della malattia.

Malattia mentale e terapia

Ma quali sono i segnali di guarigione? “Quando si comincia a ‘funzionare’ nella società, assumendo ruoli vari. Questo definisce il nostro intervento, che lavora sul funzionamento psicosociale, consentendo un miglioramento pratico. Un lavoro preliminare con le famiglie è fondamentale.”

Le regole della buona salute mentale

Come si affronta il disagio in Rete? “È necessario riempire i vuoti attraverso relazioni e esperienze significative, dalla partecipazione a sport all’impegno culturale. La prima regola per una buona salute mentale è la connessione con gli altri. L’isolamento rappresenta un rischio, mentre la cura risiede nel pensiero, nel ragionamento e nel confronto. Siamo sempre interconnessi ma, paradossalmente, molto soli. Per questo, il cuore del nostro intervento prevede di ripristinare le abilità quotidiane, che possono andare perse in condizioni di disagio o malattia, portando all’isolamento e alla perdita di contatti, lavoro e opportunità educative.

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