Palestinesi sotto assedio a Qusra: gli Usa interveniono per proteggere i cittadini
Undici palestinesi, tra cui bambini, sono rinchiusi nelle loro abitazioni a Qusra, in Cisgiordania, da quasi due mesi a causa delle aggressioni da parte di coloni israeliani. Le famiglie hanno denunciato attacchi violenti, distruzione dei terreni agricoli e una chiusura che impedisce loro di accedere a cibo e assistenza. A questo si aggiunge l’intervento necessario dell’ambasciatore statunitense per garantire la sicurezza di alcuni residenti con cittadinanza americana, riporta Attuale.
Il 9 ottobre segnerà due mesi di isolamento per le tre famiglie di Qusra, assediate fin dall’inizio di agosto, quando i coloni hanno installato un avamposto a soli 20 metri dalle loro case. Da quel momento, gli attacchi si sono intensificati con finestre infrante e incendi ai campi. Anche se l’esercito israeliano ha inizialmente dichiarato la zona «militare chiusa», i coloni continuano le loro attività senza restrizioni.
Il sindaco di Qusra, Abdel-Azim Wadi, ha espresso il suo sollievo iniziale per la chiusura militare, ma ha notato che, in realtà, non ha impedito ai coloni di attaccare. «Per rimuovere l’avamposto illegale c’è voluto l’intervento dell’ambasciatore statunitense», ha dichiarato, sottolineando il bisogno di una maggiore azione internazionale.
Le famiglie in isolamento sono costrette a vivere in condizioni precarie. Una madre ha raccontato che, a causa della chiusura degli accessi, non possono né uscire né ricevere visite da amici e parenti. I bambini, privati della scuola, seguono corsi online in videoconferenza per non perdere l’anno scolastico. «Abbiamo organizzato delle lezioni a distanza», ha affermato una delle madri, cercando di mantenere la normalità in una situazione drammatica.
Le sfide burocratiche per ottenere l’accesso a cibo e assistenza medica aumentano la tensione. Il sindaco ha lamentato il rallentamento nei permessi per far arrivare generi di prima necessità e ha raccontato di un episodio drammatico in cui un’ambulanza è riuscita a entrare solo dopo due giorni di trattative e l’intervento dell’UNICEF.
La situazione sembra stagnante e il sindaco ha espresso preoccupazione per il futuro. «Non credo che la situazione si risolva prima delle elezioni israeliane», ha detto. I coloni, sostenuti da membri del governo Netanyahu, continuano a sfidare le autorità militari mentre gli abitanti di Qusra sopportano l’isolamento e la paura di attacchi continui.
Con rammarico per il silenzio della comunità internazionale, il sindaco ha dichiarato la sua determinazione a non abbandonare la sua terra, esprimendo la speranza che l’attenzione globale possa fermare le aggressioni e il piano dei coloni di cacciare i palestinesi dalle loro terre.