Salva Casa: tre punti chiave su ritardi regionali e regole per i sottotetti

19.04.2026 19:55
Salva Casa: tre punti chiave su ritardi regionali e regole per i sottotetti

Roma, 19 aprile 2026 – L’Italia si trova di fronte a una situazione complessa riguardo al decreto Salva Casa, voluto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per affrontare le irregolarità degli edifici. A distanza di quasi due anni dalla sua introduzione, i risultati sono misti, sollevando interrogativi sull’efficacia della misura e sulla sua attuazione a livello regionale, riporta Attuale.

1. Adeguamento delle Regioni: a che punto siamo?

Secondo il Cng (Consiglio nazionale geometri e geometri laureati), la situazione in Italia è “a macchia di leopardo”. Attualmente, 17 Regioni hanno adottato provvedimenti formali per integrare il Salva Casa con le normative locali, ma mancano leggi quadro in Puglia e Calabria, generando incertezze nelle amministrazioni comunali e problematiche anche in Friuli-Venezia Giulia.

Lo stato dei lavori si presenta diversificato a livello regionale. Ecco una panoramica:

  • Lombardia: tra le prime a recepire il decreto, con focus su cambi d’uso e tolleranze.
  • Emilia-Romagna: ha integrato le novità con la legge regionale 5/2025, chiarendo limiti nei centri storici.
  • Sicilia: ha accolto quasi integralmente il decreto con la legge regionale 22/2025 e relativi decreti attuativi.
  • Piemonte: aggiornamento della normativa inclusa nella legge regionale 25/2024.
  • Toscana: ha imposto regole molto restrittive per zone protette.
  • Recepimento selettivo per Abruzzo, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.
  • Provincia Autonoma di Trento: ha aggiornato la legge urbanistica provinciale.
  • Puglia e Calabria: mancanza di legge quadro provoca incertezze interpretative.
  • Friuli-Venezia Giulia: applica la norma nazionale con gestione autonoma che porta a frizioni.

2. Il recupero dei sottotetti, altezze e superfici

Il decreto Salva Casa prevede deroghe per il patrimonio edilizio, permettendo l’abitabilità di locali con un’altezza minima di 2,40 metri (ridotto da 2,70 metri) e corridoi con altezza di almeno 2,10 metri. Inoltre, i monolocali da 20 metri quadri sono ora considerati legittimi.

3. Tempi e procedure

Per interventi che non comportano modifiche strutturali o della sagoma, è richiesta una Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). In tal caso, occorre attendere 30 giorni per la validazione del titolo o il tempo necessario al Comune per eventuali verifiche.

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