Zanzare: l’uso efficace dei repellenti secondo uno studio italo-francese

30.05.2026 09:55
Zanzare: l'uso efficace dei repellenti secondo uno studio italo-francese

Roma, 29 maggio 2026 – Le zanzare, in particolare la specie Aedes aegypti, nota per la trasmissione dei virus Dengue, Zika e Chikungunya, potrebbero essere attratte dal Deet, il repellente più diffuso a base di dietiltoluamide, secondo uno studio del fisiologo italiano Claudio Lazzari dell’Università di Tours e del biologo francese Clement Vinauger della Virginia Tech negli Stati Uniti, riporta Attuale.

Perché le zanzare possono essere attratte dal repellente

Nell’esperimento condotto, i ricercatori hanno notato che gli insetti ‘addestrati’ con il repellente si sono mostrati attratti dalla mano trattata con questa sostanza. Lazzari ha dichiarato: “Se una zanzara punge un individuo che ha applicato Deet sulla pelle diverse ore prima e la concentrazione del repellente è troppo bassa per respingerla, ma comunque percepibile, la zanzara potrebbe essere più propensa a pungere le persone con quell’odore”.

La conclusione suggerisce di preferire piccole quantità più spesso piuttosto che ampie applicazioni in un’unica volta.

Le parole dell’entomologo

Claudio Venturelli, entomologo della scuola di Giorgio Celli, non è sorpreso dalle conclusioni dello studio. Ha affermato: “L’esperimento conferma che questo repellente rimane il più efficace, ma non dobbiamo usarlo in modo inadeguato.”

La storia del Deet

Venturelli, che ha scritto un libro intitolato “Questione di culex” dedicato alle zanzare, ricorda che il Deet è stato scelto dagli americani per proteggere i soldati durante le guerre nel Sud-est asiatico. Dopo aver esaminato oltre duemila molecole, è stato constatato che era il più efficace, soprattutto in termini di durata. La malaria, in fondo, era uno strumento di guerra.

I numeri da capogiro delle zanzare

Per comprendere la presenza di questi insetti, che ci accompagnano in gran parte dell’anno a causa del cambiamento climatico, è sufficiente sapere che “quando due esemplari si accoppiano, da aprile a ottobre nascono 2.500 milioni di miliardi di zanzare.”

Attenti a come si usano i repellenti

È fondamentale utilizzare i repellenti con competenza. Venturelli sottolinea gli errori che possono causare problemi: “Se si effettuano campagne di disinfestazione soltanto per eliminare gli adulti e non anche le larve, vi è un alto rischio che gli insetti sviluppino una resistenza al trattamento. Lo stesso vale se si esagerano le dosi.” L’uso eccessivo potrebbe portare a complicazioni per gli esseri umani e per l’ambiente.

Inoltre, “se c’è vento, queste sostanze possono uccidere api e farfalle e possono avvelenare anche i gatti, se poche gocce di un piretroide finiscono nell’acqua. Questo può provocare crisi respiratorie fatali.”

Il rischio della resistenza

Secondo Venturelli, “usando frequentemente gli insetticidi, gli insetti, in particolare le zanzare, stanno acquisendo resistenza. Questo deve farci riflettere. È paradossale che in alcune regioni vengano avviati programmi di lotta contro gli adulti senza considerare quelli contro le larve, senza tenere conto della reale quantità di insetti e della loro effettiva necessità.” Sono già stati osservati casi di resistenza delle zanzare verso alcuni piretroidi utilizzati in passato.

Le precauzioni per gli under 12

È necessaria grande cautela nell’uso di piretroidi per i bambini, poiché “le ricerche hanno dimostrato che nei ragazzi sotto i 12 anni l’utilizzo di questi prodotti può avere conseguenze negative sull’intelletto, causando un rallentamento dello sviluppo cognitivo.”

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