Bolivia: Stato di Emergenza e Scontri dopo le Proteste Antigovernative
Sabato, il presidente della Bolivia, Rodrigo Paz, ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il paese, affidando all’esercito il compito di rimuovere i blocchi stradali causati dalle proteste antigovernative che paralizzano da settimane i rifornimenti di carburante, cibo e medicine. La capitale, La Paz, è quasi isolata: i blocchi hanno fermato migliaia di camion, i supermercati risultano vuoti e molte persone non riescono a raggiungere gli ospedali, riporta Attuale.
Dalla fine del governo di Evo Morales, storico ex presidente di sinistra, la Bolivia ha vissuto una costante instabilità politica, aggravata da una grave crisi economica che ha eroso il potere d’acquisto dei cittadini. I manifestanti chiedono le dimissioni di Paz, eletto a novembre, contestando le misure di austerità del governo, in particolare la rimozione dei sussidi sui carburanti, decisa per ridurre il deficit in un contesto di carenza di dollari e trattative con il Fondo Monetario Internazionale.
Secondo le autorità, gli scontri tra polizia e manifestanti hanno portato ad almeno 365 arresti e 37 feriti. Tuttavia, l’ufficio del difensore civico e varie organizzazioni per i diritti umani riportano almeno 17 morti, la maggior parte dei quali legati all’impossibilità di ricevere cure a causa dei blocchi.
Venerdì sera, Paz aveva siglato un accordo con la Centrale operaia boliviana (COB), il principale sindacato del paese, per sospendere le proteste. Tuttavia, le associazioni rurali e indigene, legate a Evo Morales e che controllano molte strade nella zona di Cochabamba, non hanno partecipato ai negoziati e continuano a mantenere i blocchi. Isidro Auca, leader del sindacato dei coltivatori di coca del Tropico di Cochabamba, ha affermato in conferenza stampa: «Le proteste continueranno finché non si dimetterà il presidente Rodrigo Paz».
Lo stato di emergenza ha effetto immediato, ma deve essere approvato dal Congresso entro 72 ore. Il decreto vieta il blocco di strade e autostrade e ordina alle forze armate di assistere la polizia nella riapertura delle vie di comunicazione. Questa misura può durare fino a 90 giorni, ma potrebbe essere revocata anticipatamente se le proteste si concludono. Il governo di Paz riceve supporto dagli Stati Uniti, come confermato dal segretario di stato statunitense Marco Rubio, che ha recentemente contattato il presidente boliviano per annunciare un aumento degli aiuti.